L’AQUILA – È sempre la società Abruzzo Engineering, di proprietà della Regione che ne detiene il 60% del pacchetto azionario, mentre il 30% è detenuto dal socio privato Selex e da Provincia dell’Aquila, proprietaria del 10%, ad incendiare il dibattito politico regionale.

Al centro delle cronache giudiziarie nel corso della scorsa estate, con l’indagine che ha portato all’arresto di quattro persone e le dimissioni dell’assessore alla Protezione civile Daniela Stati, il sodalizio, che dà lavoro a circa duecento persone, è costretto a fare i conti con una crisi di liquidità e di commesse.

Della vicenda si è occupato più volte anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha chiesto di essere ascoltato dai giudici sulla natura ‘in house’ di Abruzzo Engineering e ha auspicato l’istituzione di una commissione d’inchiesta per valutar le attività svolte in passato dalla società.

Per il capogruppo dell’Idv all’Emiciclo, Carlo Costantini, l’unico soggetto deputato a decidere sulle sorti di Ae è il consiglio regionale.

“Chiodi – scrive Costantini – ha denunciato pubblicamente che in passato la conduzione e gli stessi rapporti tra Abruzzo Enginnering e la Regione sarebbero stati contrari alla legge”.

“E’ singolare che, per fare queste rivelazioni, abbia dovuto attendere non solo oltre un anno di studi e di ricerche del superconsulente e suo socio di studio appositamente nominato, ma addirittura anche l’istituzione di una commissione speciale di inchiesta, da parte del Consiglio Regionale”.

“Ma e’ ancora più singolare che Chiodi pensi di ripristinare la legalità violando la legge. La legge regionale n. 34/07 assegna ad Abruzzo Engineering l’esercizio di diritti esclusivi dell’Ente Regione, nelle materie indicate al comma 2 dell’art. 11”.

“Dunque, se Chiodi ritiene che la soluzione migliore sia lo smantellamento integrale di Abruzzo Engineering, revocandogli i compiti che la legge gli assegna, può farlo solo venendo il Consiglio Regionale ed assumendosi la responsabilità di proporre una nuova legge di modifica di quella attualmente in vigore, che oggi continua a vincolarlo e che non può neppure immaginare di poter derogare, come invece fa quotidianamente nella sanità e nella ricostruzione”.

“E sempre in Consiglio Regionale dovrà anche spiegare perché, dopo aver votato l’istituzione di una Commissione speciale che nasce con l’obiettivo di fare chiarezza sul passato, proprio per poter guardare con rinnovata fiducia al futuro, abbia poi cambiato idea e deciso di mandare tutto all’aria”.