L’AQUILA – “Come al solito il senatore Alfonso Mascitelli tenta di mistificare le cose e, pur consapevole, se ne compiace”.
Replica così il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, alle accuse di omertà formulate dall’esponente IdV dopo l’audizione di ieri dinanzi alla Commissione speciale d’inchiesta del Servizio sanitario nazionale.
“Nel corso dell’audizione – riferisce, infatti, il presidente Chiodi – ho rappresentato alla Commissione parlamentare la situazione abruzzese, illustrando i progressi compiuti nell’ultimo anno sia sul fronte economico che organizzativo (ricevendo peraltro i complimenti dei membri dell’organismo), e sottolineando i fattori che, negli anni, hanno contribuito a creare un sistema sanitario regionale pieno di criticità e di debiti”.
“Ho altresì motivato – aggiunge il presidente-commissario – l’impellenza di una decisa e radicale riforma del settore per assicurare qualità, equità e sostenibilità dei costi per i cittadini/utenti”.
“Non c’è stata, quindi – chiarisce Chiodi – alcuna risposta omissiva sulla realtà dei fatti. Quanto alle minacce che il sub commissario Baraldi ha detto di aver ricevuto ed all’utilizzo delle risorse del Fondo sanitario nazionale per scopi diversi da quelli cui erano destinate, ritengo che, essendo elementi di per sé gravissimi, debbano necessariamente essere portati all’attenzione della Procura competente”.
Il presidente Chiodi, ribadendo la strumentale posizione di Mascitelli, si dichiara alquanto stupito “dall’attenzione che oggi il Senatore dipietrista riserva all’argomento, pari al silenzio di ieri, quando militava in quel centrosinistra che al governo della Regione Abruzzo tanti guai provocò nella sanità”.
Per Chiodi, quindi, “fa bene il presidente di Commissione, Ignazio Marino, a girare i verbali alla Procura, perché, come già annunciato in sede di audizione, sarei stato io stesso a trasmetterli”.
PAOLUCCI (PD): “I POTERI FORTI SONO CHIODI E VENTURONI”
L’AQUILA – “Basta con le scuse: i veri poteri forti, dotati anzi di poteri mai così forti, si chiamano Chiodi e Venturoni il suggeritore. Sono loro ad aver portato avanti un piano di riordino della sanità squilibratissimo, sono loro che stanno facendo precipitare il livello dei servizi sanitari in Abruzzo, sono loro che stanno spingendo gli abruzzesi a farsi curare fuori regione”.
Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci che senza mezzi termini chiama in causa il presidente della Regione e l’ex assessore alla sanità.
“La situazione che sta vivendo la sanit a causa delle scelte più recenti è drammatica – dice Paolucci – e Chiodi non sa come uscirne: per questo accusa tutti gli altri. Ma è un tentativo molto goffo di coprire le proprie responsabilità, perchè gli abruzzesi ormai sanno che tutto è nelle sue mani come mai era successo prima. Si accusano le opposizioni ma neanche un provvedimento viene portato in Consiglio regionale: spieghino invece quanto costano questi presunti errori tecnici”.
“Perchè nonostante i superpoteri, e basta leggere le cronache di ogni giorno, i malati sono ricoverati nelle corsie, le liste d’attesa sono infinite, nelle aree interne la rete di emergenza-urgenza viene depressa anziche’ potenziata e i conti continuano a non tornare e i controlli non si fanno”.
“Per questa ragione – annuncia il segretario Pd – la prossima settimana continuerà il viaggio del Pd nella sanità pubblica abruzzese, con incontri nei principali presidi, nei distretti territoriali, per incontrare operatori e utenti della sanità umiliata dai super poteri di Chiodi e Venturoni”.
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