L’AQUILA – Il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo (Forza Italia), ha deciso di convocare in audizione l’assessore regionale al Sociale Marinella Sclocco e il direttore del suo assessorato in merito al Piano operativo del Fondo sociale europeo-Abruzzo che, secondo il vice presidente del Consiglio regionale, Paolo Gatti (Forza Italia), conterebbe alcuni passaggi che sarebbero stati copiati dai piani di altre Regioni, in particolare da quello della Valle d’Aosta.
“Dopo aver letto la replica dell’assessore – continua Febbo – che non conferma né smentisce gli errori e le presunte copiature, né tantomeno chiarisce se riporterà il documento in Giunta prima di inviarlo al governo nazionale e all’Unione europea, ritengo doverosa la convocazione in Commissione di Vigilanza, con l’auspicio che l’assessore Sclocco accetti il confronto con atteggiamento costruttivo e collaborativo sulle osservazioni sollevate dal vice presidente Gatti”.
“Il tutto per fare piena chiarezza, nel rispetto delle funzioni che tutti noi svolgiamo per il bene pubblico”, conclude Febbo.
Intanto Gatti su Facebook torna alla carica pubblicando e raffrontando sulla sua bacheca le foto del passaggio del documento valdostano e di quello abruzzese tra i quali ha riscontrato il possibile plagio (per vederli nella fotogalleria di AbruzzoWeb basta cliccare sulle anteprime in alto).
“Allego pagina 36 del Po Fse Valle d’Aosta e pagina 63 del Po Fse Abruzzo. Quale sarebbe il ‘refuso’ – si chiede polemicamente rispondendo alla nota polemica della Sclocco – A me pare un copia-incolla perfetto. Consiglio vivamente di procedere a modificare il documento onde evitare altre figuracce”.
Tra Gatti e Sclocco è guerra aperta per via della proposta dell’ex assessore di centrodestra a quello nuovo di centrosinistra di concordare un’agenda per il sociale, declinata senza troppi complimenti.
Questo ha portato il vice presidente in quota all’opposizione a inasprire i toni sul caso-copia, “una figuraccia da assemblea di condominio”, con la controparte che risposto con altrettanta asprezza, “non sei più assessore, elabora il lutto”.





