L’AQUILA – Il Consiglio regionale ha approvato, a maggioranza, dopo circa 6 ore di discussione la legge Finanziaria 2014.
Hanno votato a favore i consiglieri di maggioranza, mentre hanno abbandonato l’aula i consiglieri di opposizione.
Si è astenuto il consigliere regionale dell’Udc, Antonio Menna.
La seduta del Consiglio prosegue per l’approvazione della Legge di Bilancio.
SCONTRO TOTALE TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE
Al termine del quarto giorno di convocazione del Consiglio regionale dedicato al bilancio e alla finanziaria 2014 senza che i lavori fossero praticamente mai iniziati, la seduta si è aperta con l’esame della finanziaria, in particolare con il vaglio dei 500 emendamenti ostruzionistici presentati dalle opposizioni di centrosinistra.
La previsione è che il centrodestra andrà avanti a oltranza, quindi anche nella notte, per approvare entro domani i due documenti ed evitare il ricorso all’esercizio provvisorio, nell’ultimo anno di mandato, quindi, con le elezioni alle porte.
E a conferma del clima di scontro che si è creato tra le minoranze e la maggioranza di centrodestra, la bocciatura per illegittimità di questi emendamenti ha fatto insorgere il centrosinistra che da giorni parla di “bilancio falso” perché il centrodestra ha violato la legge sul pareggio di bilancio non approvando, prima del documento contabile, i due rendiconti 2012 e 2013.
Violazione che, secondo le opposizioni, sarebbe stata certificata anche dalla corte dei conti incaricata del controllo.
E le intenzioni bellicose si tradurranno in fatti con il Partito democratico che è già uscito dall’aula assieme alle altre opposizioni di Centro democratico, Italia dei valori, Rifondazione comunista e Comunisti italiani, mentre la sola Unione di centro con Antonio Menna è rimasta in aula.
Il centrosinistra in questi giorni ha chiesto con insistenza l’esercizio provvisorio per provvedere nel mese di gennaio i rendiconti e poi bilancio e finanziaria.
“Quanto è accaduto in aula, prima presentando un bilancio illegittimo, infondato e incostituzionale e poi facendo decadere tutti gli emendamenti per evitare la discussione delle proposte di riforma, per ridurre le poltrone, per chiudere i carrozzoni, per ridurre le società è inaccettabile – tuona il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro – Chiodi ormai è un presidente spaventato, con una giunta dimezzata, con una legislatura stiracchiata diventata ormai una palude, con un bilancio falso ed un risanamento finto”.
Per D’Alessandro, “anche la vergogna è un sentimento nobile, questa gente non riesce neanche a vergognarsi delle proprie menzogne, dei propri comportamenti, della violenza praticata nei confronti della Regione, ormai sottoposta al pubblico ludibrio”.
Di qui l’estrema protesta dell’uscita dall’aula. “Di fronte a un bilancio falso, e una procedura di approvazione violentata nelle regole, che ha impedito ai Consiglieri regionali di presentare proposte ed emendamenti, il Pd ha scelto di non partecipare alla farsa e si rivolgerà a tutte le autorità per verificare la legittimità del bilancio e del comportamento della maggioranza”, ha dichiarato D’Alessandro.
ACERBO (PRC): “GOLPE DI PAGANO: STRAGE DI EMENDAMENTI, STRAVOLTE REGOLE”
“Il centrodestra chiude in bellezza la sua stagione di governo regionale con un blitz del presidente Pagano che scopre dopo 5 anni che bisogna applicare alla lettera lo Statuto”, sbotta Maurizio Acerbo di Rifondazione.
“Stravolgendo la prassi tenuta durante 5 anni dal èresidente ora improvvisamente si fanno decadere quasi tutti gli emendamenti dell’opposizione – prosegue – È evidente che, invece di discutere i problemi della Regione, per quattro giorni hanno lavorato all’elaborazione di una strategia per aggirare il confronto. Patetici”.




