L’AQUILA – Non solo l’astensione di Mario Mazzocca ma anche l’assenza di Donato Di Matteo a scuotere la maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale alla prova dei numeri sull’approvazione, avvenuta alle 8.30 dopo una nottata insonne, della cosiddetta norma definita anti-ostruzionismo oppure ammazza-emendamenti, a seconda dei punti di vista.
La norma è passata a notte fonda con 16 voti favorevoli e un astenuto, Mazzocca, ma la maggioranza è di 18 consiglieri.
La caccia all’assente alla fine ha portato a identificare il nome di Di Matteo, recentemente ri-nominato assessore dopo il rimpasto di Giunta confermando una delega ai Lavori pubblici ma non quella agli Impianti sportivi, finita a Silvio Paolucci.
I 9 contrari sono stati invece i 5 del Movimento 5 stelle, l’esponente del gruppo misto Leandro Bracco e tre del centrodestra, i forzisti Lorenzo Sospiri, Emilio Iampieri e Mauro Febbo.
Cronache del Consiglio parlano di un Di Matteo andato via per ragioni di salute. Ma Febbo prova a seminare zizzania, evidenziando “l’abbandono dell’aula consiliare, già dal pomeriggio di martedì, da parte dell’assessore Donato Di Matteo, lamentandosi della conduzione dei lavori da parte del presidente Di Pangrazio”.
“È vero che stavo parlando con l’ufficio di presidenza perché i consiglieri fanno un abuso negli interventi sull’ordine dei lavori e non parlano dei lavori, ma non ce l’ho assolutamente con il presidente Giuseppe Di Pangrazio – spiega l’interessato – La norma non l’ho votata perché sono dovuto andare via per ragioni personali, quindi nessun caso politico”, conclude. Alberto Orsini






