L’AQUILA – “Una funzione a favore delle persone, delle imprese e dei  territori”, per l’assessore al bilancio Silvio Paolucci,  “un documento frettoloso e vuoto”, secondo i consiglieri regionali di Forza Italia.

Così è se vi pare, il documento di programmazione economica finanziaria della Regione Abruzzo, che delinea le strategie per i prossimi tre anni, dal 2016 al 2018.

Nello scorrere il corposo documento, approvato dalla giunta il 5 novembre, e che arriverà in aula si presume entro Natale, prima del bilancio di previsione 2016, si ritrovano impegni che rinnovano i punti chiave del programma elettorale di questa legislatura del centrosinistra. Accanto a elementi relativamente nuovi, o sottolineati con maggior vigore, come ad esempio la sperimentazione del reddito minimo di cittadinanza. Ci sono poi punti fermi, o meglio immobili, che vengono inseriti da anni in ogni Dpefr abruzzese che si rispetti, come la velocizzazione della ferrovia Pescara Roma, cavallo di battaglia sempre rimasto dentro la stalla, da parte dei governanti che si sono alternati all’Emiciclo da almeno vent’anni.

Nel nuovo Dpefr si parte da una premessa: l’economia globale rallenta, la crescita nell’area euro è bassa, in Abruzzo negli ultimi anni è calata l’occupazione e il prodotto interno lordo,  e nei prossimi anni bisogna attendersi anche tagli da parte dello Stato alle Regioni di 9,6 miliardi fino al 2018, del budget sanitario, e tagli extra sanità di 7,8 miliardi. Come a dire: noi faremo il possibile, ma non chiedeteci miracoli.

Tra i primi impegni quello della razionalizzazione degli enti partecipati, con un esame analitico, da ultimare in due anni dello stato e solidità patrimoniale e situazione debitoria.

La Regione Abruzzo  si garantisce poi, non farà più ricorso a nuovo indebitamento, se non in casi eccezionali e il disavanzo sarà ridotto grazie a rate lacrime e sangue dagli attuali 522 milioni di euro ai 386 milioni del 2018.

La futura programmazione non potrà dunque che affidarsi quasi esclusivamente sui fondi europei.

Si comincia con la “crescita intelligente” e l’innovazione tecnologica, grazie ai 13 milioni dei Por Fesr per progetti di ricerca e ai 32 milioni per lo sviluppo di nuove tecnologie produttive, ma anche  attingendo dai fondi del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, e dai dei fondi del programma operativo nazionale (Pon) che per le regioni in transizione tra cui l’Abruzzo mette a disposizione nei prossimi anni 1,6 miliardi di euro.

Saranno poi rinnovati i bandi “start up start hope”, che hanno una dotazione di 4.6 milioni.

E ancora previste nuove politiche per il sostegno ai poli di innovazione, per l’ammodernamento dei siti  industriali, anche qui grazie ai fondi europei, circa  5,5 milioni, o per il rafforzamento e la  creazione di impresa nella valle Peligna, area di crisi, a cui saranno riservati  1,7 milioni di euro.

Si citano poi le misure del Por Fesr con 16 milioni supporto alla nascita di nuove imprese, offerta di servizi e microcredito e gli 11 milioni per investimenti per nuovi macchinari e garanzie per accesso al credito.

Sul settore agricolo si ci si affiderà ai  430 milioni del Piano di Sviluppo rurale. Il capitolo infrastrutture non fa che anticipare o ribadire più o meno quello che sarà possibile fare con i fondi del Masterplan per il Sud, di imminente approvazione.

Da segnalare al capitolo turismo e cultura, la promessa di dotare finalmente l’Abruzzo di  un’anagrafe digitale turistica, cioè una banca dati regionale  certa, completa e coordinata per capire in tempi celeri arrivi presenze e variazioni statistiche rispetto agli anni precedenti.

Si citano poi anche eventi specifici come Abruzzo open day, prima edizione il 30 maggio del  giugno 2016, una grande festa dell’accoglienza per chi vuole vistare l’Abruzzo.

E ancora l’implementazione del sistema museale telematico, l’attivazione di percorsi culturali tematici incardinati sugli itinerari percorsi dei grandi viaggiatori stranieri, e sui luoghi descritti dai gradi scrittori e poeti. 

In tema di politiche ambientali si spazia dalla valorizzazione dei parchi alla bonifica dei siti inquinati, si ribadisce il no all’incenerimento dei rifiuti, l’obiettivo di portare ovunque la raccolta differenziata al 40 per cento.

Per le politiche sociali la priorità è l’approvazione del nuovo piano socio sanitario regionale, e anche un piano di contrasto alle povertà e all’esclusione sociale, e misure rivolte agli anziani.

Spicca la misura non scontata una sperimentazione del reddito minimo di cittadinanza, riservata alle famiglie a maggior rischio povertà, già introdotto dalla Regione Puglia.

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