L’AQUILA – Il 17 novembre prossimo il Tar dell’Aquila discuterà il ricorso presentato da una trentina di dipendenti della Giunta contro buona parte del piano di verticalizzazioni, cioè le promozioni di un gradino del personale, stabilito dall’assessore Federica Carpineta, di concerto con i sindacati. Un piano atteso da oltre venti anni, sul quale c’è una storia infinita di polemiche e rinvii.

A opporsi al provvedimento è un gruppo di funzionari che contesta le promozioni da impiegato a funzionario, cioè il passaggio dalla categoria C alla D, per il quale sono previsti 104 posti, e l’avanzamento di carriera dei funzionari, dalla categoria D1 alla D3 (4 posti).

Per i ricorrenti in barba alla meritocrazia tanto sbandierata in tutte le scelte dalla Giunta regionale, i bandi sono confezionati per consentire un indiscriminato piano di promozioni basandosi solo sull’anzianità di servizio, fatto molto grave trattandosi di funzionari.

Il gruppo di dipendenti spara a zero anche sulle modalità delle selezioni, “basate su quiz a risposta sintetica e colloquio”.

“Assessore e sindacati – attaccano – in una sorta di consociativismo di ritorno hanno siglato un protocollo che stabilisce due giorni di formazione nel corso dei quali affronteranno gli argomenti oggetto delle selezioni, come dire vi diciamo prima i contenuti delle prove”.

Il settore personale nei prossimi mesi dovrà contrastare anche le vertenze milionarie, secondo una stima complessivamente le richieste di risarcimento sarebbero di circa 5 milioni di euro, presentate dai co.co.co., molti dei quali con contratti in scadenza e senza la prospettiva di una stabilizzazione.