L’AQUILA – Cinque progetti finanziati per circa 8 milioni di euro destinati a Sulmona, Valle Peligna e Alto Sangro, con risorse recuperate dalla Direzione Affari della Presidenza, mai utilizzate dal 2005.
Tempi molto stretti sono previsti per gli enti locali che dovranno presentare progetti esecutivi e aprire i cantieri entro fine anno. In caso di inadempienza occorrerà rimodulare l’interazione e destinare altrove i fondi messi a disposizione.
“Si tratta di fondi regionali – ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi – le cui procedure sono state rilanciate per dare impulso a un’area particolarmente svantaggiata e sostenerne la ripresa economica e occupazionale. È la dimostrazione di come la Regione stia ponendo al centro dei suoi provvedimenti il rilancio integrato della Valle Peligna destinando attenzione, professionalità e risorse”.
Il finanziamento riguarda progetti specifici per interventi: nell’area Valle Peligna Alto Sangro “Collegamento viario tra via stazione Introdacqua e via Gorizia-Sulmona”, un milione di euro; nel Comune di Sulmona per “Ampliamento Area per insediamenti produttivi, artigianali e servizi”, 700 mila euro; nel Comune di Sulmona per “completamento nuova sede polo universitario e consorzio alta formazione”, 550 mila euro, e “adeguamento e ristrutturazione teatro comunale “M.Caniglia”, 450mila euro; per area Valle Peligna Alto Sangro Comunità montana Peligna zona “F” Sulmona per “realizzazione di sistemi telematici a banda larga ell’hinterland sulmonese”, 2 milioni di euro da destinare al Consorzio per lo sviluppo industriale-Comunità montana di Sulmona; per l’Area Peligna Alto Sangro, 1,5 mln euro da destinare alla Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano del comprensorio Alto Sangro per “adeguamento dell’impianto di trattamento e smaltimento dei rifiuti non pericolosi in località Bocche di Forli, alle prescrizioni dell’Aia (Autorizzazione integrata ambiente).
“La procedura – ha proseguito il presidente – è stata studiata e approfondita per contrastare gli effetti della crisi economica, che penalizza in modo particolarmente grave quest’area, per dare concretezza a programmi di rilancio e riposizionamento attraverso una mirata utilizzazione di fondi pubblici stanziati, ma mai utilizzati. La strategia che abbiamo voluto attuare ruota attorno all’identificazione di punti di forza e di vocazione del territorio per lo sviluppo e il riequilibrio territoriale in particolare per quanto attiene all’utilizzo delle risorse disponibili e al loro impiego. Sta ora agli enti locali presentare progetti appropriati e aprire i cantieri nei tempi stabiliti, salvo perdere la possibilità di beneficiare del relativo finanziamento”.






