L’AQUILA – La legge per l’abrogazione dei vitalizi dei consiglieri regionali potrebbe essere esaminata oggi stesso dall’aula dell’Emiciclo.

Dopo i duri scontri tra maggioranza e opposizione nella seduta di due settimane fa del Consiglio, nel corso della quale fu votato il rinvio in commissione della proposta del capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro, e la promessa del suo omologo del Popolo della libertà, Lanfranco Venturoni, circa la disponibilità del centrodestra a esaminare un testo condiviso, si cerca l’accordo in commissione Bilancio per poter chiamare “fuori sacco” il provvedimento in aula.

Un’ora prima del Consiglio, alle 10, infatti, l’organismo presieduto da Emilio Nasuti (gruppo misto) ha ben tre diverse proposte iscritte all’ordine del giorno che puntano a cancellare le pensioni per gli ex inquilini dell’Emiciclo cessati dal mandato: una a firma di Venturoni e di Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo), quella di D’Alessandro e una di Maurizio Acerbo (Prc), che sembra sia ancor più restrittiva delle prime due (il testo non è ancora disponibile sul sito del Consiglio regionale).

“Se si troverà l’intesa – ha detto ad AbruzzoWeb il portavoce del gruppo regionale del Pdl, Riccardo Chiavaroli – la legge verrà portata in Consiglio e, come annunciato dal nostro capogruppo, varata con la condivisione di tutte le forze politiche”.

“Questa è la dimostrazione – ha aggiunto Chiavaroli – che il rinvio richiesto nell’ultima seduta non era un tentativo di aggirare il problema ma di affrontare la questione con maggiore puntualità dal punto di vista giuridico”. 

In caso venisse approvata la legge, con l’abolizione del vitalizio verrebbe meno uno dei privilegi più odiati dagli abruzzesi, con buona pace dei “novizi” dell’Emiciclo, che si sono agitati non poco per far naufragare la riforma, come avvenne nel 2005 con la proposta dell’allora capogruppo di Alleanza nazionale, Fabrizio Di Stefano.

Stavolta la pressione dell’opinione pubblica è alle stelle ed è assolutamente necessario che anche la politica faccia la sua parte, anche in considerazione dei sacrifici chiesti agli italiani a seguito della crisi internazionale.

COSA PREVEDE ATTUALMENTE LA NORMA SULLE PENSIONI

Sia nella proposta di Venturoni e Prospero sia in quella di D’Alessandro si stabilisce che, con l’attuale legislatura, cessa la maturazione di ulteriori benefici sull’importo spettante come pensione.

Attualmente ai consiglieri cessati dal mandato compete un vitalizio che varia dai 2.984 euro per chi ha alle spalle una sola legislatura ai 6.267 di chi ha oltre 16 anni di anzianità di carica, soldi, tra l’altro, cumulabili con quelli derivanti da un’altra pensione.

Il ricco assegno può essere riscosso al compimento dei 65 anni, anche se, in caso di elezione per almeno due legislature, l’età può essere anticipata al compimento dei 60.

QUANTO GUADAGNA UN CONSIGLIERE REGIONALE
 
Consigliere semplice: indennità consiliare € 6.846,63; indennità di funzione € 0; rimborsi per presenze € 3.408,00; totale lordo € 10.254,63; ritenute € 3.822,23; netto spettante € 6.432,40.

Vice presidente e segretario di commissione: indennità consiliare € 6.846,63; indennità di funzione € 585,18; rimborsi per presenze € 3.408,00; totale lordo € 10.839,81; ritenute € 4.043,41; netto spettante € 6.796,40.

Presidente di commissione, capogruppo e segretario dell’ufficio di presidenza: indennità consiliare € 6.846,63; indennità di funzione € 1.755,55; rimborsi per presenze € 3.408,00; totale lordo € 12.010,18; ritenute € 4.546,89; netto spettante € 7.463,29.

Assessori e vice presidenti del Consiglio: indennità consiliare € 6.846,63; indennità di funzione € 2.340,73; rimborsi per presenze € 3.408,00; totale lordo € 12.595,36; ritenute € 4.798,33; netto spettante € 7.797,03.

Presidenti di Giunta e Consiglio: indennità consiliare € 6.846,63; indennità di funzione € 3.511,09; rimborsi per presenze € 3.408,00; totale lordo € 13.765,72; ritenute € 5.301,35; netto spettante € 8.464,37.

Il rimborso per le presenze può variare in relazione al costo della benzina rilevato mensilmente dal ministero dello Sviluppo economico; le ritenute operate sono relative al prelievo fiscale calcolato in base alle vigenti aliquote Irpef e ai contributi previdenziali e di fine mandato obbligatori; gli importi non comprendono i rimborsi spese documentati. (red)