L’AQUILA -Sono tredicimila, almeno fino ad ora, gli aspiranti per i posti di lavoro a tempo determinati messi a disposizione dalla Giunta regionale.
Un vero e proprio esercito di diplomati e laureati provenienti da tutta la penisola ha già presentato la domanda per partecipare ai quindici bandi di concorso riferiti ad altrettante categorie professionali e tesi alla formulazione di graduatorie aperte.
In ballo posti da impiegati e funzionari con contratti a tempo determinato tutt’altro che sicuri visto che alla graduatoria si attingerà solo qualora fosse necessario coprire delle defezioni di personale tra cui amministrativi, informatici e tecnici.
E i candidati potrebbero aumentare dal momento che i termini dei bandi, che scadevano oggi, sono stati prorogati fino al 29 ottobre prossimo. Uno slittamento era stato già stao effettuato dopo la correzione di alcuni errori.
Ma su questa azione della Regione da tempo sono stati presentati ricorsi al Tar ccon richiesta di revoca e proteste sollevate dai precari della Giunta regionale. Anche i sindacati, tra cui la Cgil, chiedono l’annullamento. In caso di accettazione del ricorso amministrativo con conseguente cancellazione dei bandi la situazione potrebbe diventare esplosiva.
Tra coloro che hanno espresso forti dubbi di legittimità, soprattutto i circa 160 lavoratori co.co.co. della Regione che contestano modalità e contenuti dei bandi, principalmente perché a loro avviso non costituisce una opportunità di inquadramento stabile e, oltretutto, li taglia fuori da ogni possibilità: infatti, non sono previsti requisiti che contemplino anzianità e professionalità acquisite sul campo e per come sono formulati i bandi, non sono pochi i precari che non potranno partecipare.
Giovedì, alcuni co.co.co. hanno inscenato una protesta silenziosa davanti palazzo Conbit con la quale sono tornati a chiedere all’assessore regionale al ramo Federica Carpineta di prendere una posizione netta sulla problematica della stabilizzazione e ad invocare l’attuazione della delibera della Giunta regionale 38 del 2008, approvata dalla precedente Giunta di centrosinistra, in virtù della quale è possibile avviare un percorso di stabilizzazione.
I precari, alcuni individuati a chiamata diretta, mentre molti altri possono vantare numerosi anni di lavoro sul campo e aver vinto selezioni e concorsi a tempo determinato, vogliono incontrare il presidente, Gianni Chiodi.
Questo il tenore degli striscioni esposti ieri di fronte palazzo Silone, sede della Giunta regionale: “Nuova emergenza Rifiuti: smaltire i precari”, “Requisiti: si’ Dgr 38: si’ stabilizzati? Perche’ no?”, “Dgr. 38 Subito”. Come confermato da più di un direttore regionali, i co.co.co. sono determinanti in vari servizi, tra cui informatica, bura e ambiente.
Un pronunciamento importante sui bandi ci sarà comunque il quattro ottobre prossimo quando i sindacati incontreranno l’assessore Carpineta.
“In quella data chiederemo all’assessore regionale al Personale la revoca – spiega il segretario regionale della Cgil Funzione Pubblica, Carmine Rabieri – e di affrontate insieme congiuntamente, una volta per tutte, la emergenza precari per le trovare le soluzioni più appropriate. Il bando, così come è formulato, non va bene”.
“In teoria sono stati banditi per la sostituzione di personale ma, a conti fatti, non è così perché dovevano servire per sostituire i precari. Secondo me creano nuovi precari, alimentando pericolosamente il preoccuoante fenomeno”.





