L’AQUILA – “È ufficiale, ci saranno le primarie per il candidato consigliere regionale aquilano del Partito democratico e si faranno il 30 marzo”.

Lo annuncia ad AbruzzoWeb il segretario comunale del Pd, Stefano Albano, quando è ancora in pieno svolgimento il vertice-fiume provinciale dei democrat, chiamato a ratificare il regolamento-cornice approvato sabato dal regionale che dopo mesi di tira e molla ha dato il sospirato La alle pre-consultazioni in quei (malaugurati) casi in cui non ci si riesca a mettere d’accordo sulla composizione delle liste.

E il capoluogo è tra questi, per meglio dire è l’unico in regione, un’eccezione vista con malcelato fastidio dagli altri territori e un po’ di imbarazzo sotto il Gran Sasso, ma tanto è stato, visto il duello senza fine che vede sicuri protagonisti l’assessore comunale Alfredo Moroni, tendenzialmente contrario ma che ora si adeguerà a concorrere, e il consigliere provinciale Pierpaolo Pietrucci, da sempre alfiere delle primarie.

“Lo diciamo da mesi, le primarie sono il modo migliore per coinvolgere la popolazione”, dice Albano, che risponde come può alla sottolineatura della loro intempestività rimarcata da molti: “Finché non si sceglieva il candidato presidente, non era possibile fare alcunché”, in riferimento alle primarie regionali che una settimana fa hanno incoronato Luciano D’Alfonso come sfidante di Gianni Chiodi per la poltrona di governatore.

Che genere di primarie saranno? Oggi alle 17 ci sarà un incontro aperto a tutti nella sede comunale del Pd di viale della Croce Rossa per parlarne, mentre martedì dovrebbe esserci una conferenza stampa illustrativa, comunque “per quanto ci riguarda spingeremo affinché siano primarie aperte a tutti, iscritti e non iscritti, per aumentare al massimo la partecipazione”.

Nessun problem, per Albano, se fossero solo quei due gli sfidanti, appunto Moroni e Pietrucci, facendo diventare le primarie una sorta di ‘sfida di quartiere’: “Se a candidarsi fosse stato uno solo lo avremmo messo direttamente in lista, da due in su si fanno le consultazioni”, taglia corto. Alberto Orsini