L’AQUILA – “Dal sondaggio pubblicato oggi sulla stampa locale si certificano cose che già si sapevano ma che è bene mettere nero su bianco. Il presidente Marsilio ha deluso i cittadini abruzzesi: è un dato evidente e anche se non richiesto consigliamo ai candidati del centrodestra di evitare collegamenti tra la loro candidatura ed una certa continuità con l’attuale amministrazione regionale. La sanità è il punto nodale su cui gli elettori abruzzesi, non già ‘ideologicamente’ schierati, valuteranno la propria scelta e visto il mix tra lo stato attuale del sistema sanitario regionale e le politichè del centrodestra al potere nazionale (no al reddito di cittadinanza, no al salario minimo etc), le fasce più deboli della popolazione (quelle che non possono permettersi di ricorrere al privato) dovrebbero optare per chi pone al centro della propria proposta un servizio pubblico di qualità (altro che gli esami strumentali fissati a 14 mesi…)”.

Lo afferma in una nota il Circolo Sinistra Italiana L’Aquila in merito al sondaggio Winpoll sulle elezioni regionali in Abruzzo in programma a marzo 2024 che indicherebbe un divario minimo fra i due candidati, Marco Marsilio presidente uscente con il centrodestra e Luciano D’amico con il centrosinistra candidato per “Il patto per l’Abruzzo”.

“Il professor D’Amico – riprende la nota – è un economista e crediamo che rispetto a John Marsilio (vi ricordate l’intervista degna di Lino Banfi durante la pandemia?) queste cose le sappia bene. Marsilio e D’Amico sono sostanzialmente testa a testa (50,8 a 49,2) ma il secondo (D’Amico) ha molto più margine di recupero del primo essendo meno conosciuto: un prodotto che non conosci lo provi, uno che sai già che non funziona, non lo compri. Anche per quanto riguarda le liste c’è una sostanziale parità (un leggero vantaggio del centrosinistra per essere precisi) e ricordiamoci sempre che le elezioni regionali sono molto più simili alle elezioni politichè che a quelle comunali perchè la maggior parte dei voti è privo di preferenza (quindi non spaventiamoci della “forza” di alcuni candidati di centrodestra)”.

“Sempre guardando le percentuali delle liste, se è vero che cresce Fratelli d’Italia, è altrettanto vero che lo fa a scapito degli alleati, Lega in primis che “collassa” al 5,8 % (alle scorse regionali era al 27,5%). D’altra parte Marsilio ha puntato molto a rafforzare il suo partito rispetto agli altri della sua coalizione e le umiliazioni che ha procurato al Carroccio non sono poche, non ultima imporre la candidatura degli assessori uscenti che hanno cambiato casacca nel corso della legislatura, malgrado gli ammonimenti caduti nel vuoto del sottosegretario D’Eramo (lo stesso D’Eramo, in merito, aveva parlato di credibilità del centrodestra: dati gli eventi e riconoscendo a Luigi D’Eramo onestà intellettuale, anche per lui il centrodestra non è credibile)”.

“Il collasso della Lega avrà ripercussioni nelle amministrazioni locali e sul governo nazionale? Staremo a vedere, di certo Salvini dovrà reagire quando il giorno dopo la stampa nazionale titolerà che ‘fratelli d’italia ha mangiato la Lega’: quasi gli converrebbe non far vincere il candidato presidente di Fratelli d’Italia… Il centrosinistra è in campo, ce lo dicono i cittadini, e forse il gruppo dirigente dei vari partiti che lo compongono dovrebbe credere un po’ di più nella possibilità di vittoria, se non altro perchè è un dovere morale dare alla regione Abruzzo un’alternativa”.

“Se i curricula delle persone contano, tra il professor D’Amico e Marsilio c’è un abisso ma sappiamo che in politica gli abissi curriculari non bastano per vincere le elezioni se non sei in grado di farti percepire veramente come la forza che trasformerà la realtà delle cose. D’Amico prenda in mano la coalizione e non si faccia prendere per le mani, detti la linea, imponga la postura, convinca chi fa i conticini che non bisogna affidarsi all’aritmetica per arrivare ad un seggio (magari di minoranza) ma che, al contrario, bisogna mettere in campo una proposta fatta di programmi e persone tale che sia capace di moltiplicare le forze più che di sommare i voti”.

“Tutto ci dice che possiamo mandare a casa un’amministrazione regionale senza respiro, incapace di lasciare un segno e dare una visione, nazionalmente anonima e localmente disatrosa; tutto ci dice che l’Abruzzo merita di più, che abbiamo le risorse per poter crescere rispettando ciò che siamo, che la grigia (ed a volte nera) gestione Marsilio può essere finalmente archiviata. Tutto ci dice che si può fare! Circolo Sinistra Italiana L’Aquila giato la Lega”: quasi gli converrebbe non far vincere il candidato presidente di Fratelli d’Italia…”.

“Il centrosinistra è in campo, ce lo dicono i cittadini, e forse il gruppo dirigente dei vari partiti che lo compongono dovrebbe credere un po’ di più nella possibilità di vittoria, se non altro perchè è un dovere morale dare alla regione Abruzzo un’alternativa. Se i curricula delle persone contano, tra il prof. D’Amico e Marsilio c’è un abisso ma sappiamo che in politica gli abissi curriculari non bastano per vincere le elezioni se non sei in grado di farti percepire veramente come la forza che trasformerà la realtà delle cose”.

“D’Amico prenda in mano la coalizione e non si faccia prendere per le mani, detti la linea, imponga la postura, convinca chi fa i conticini che non bisogna affidarsi all’aritmetica per arrivare ad un seggio (magari di minoranza) ma che, al contrario, bisogna mettere in campo una proposta fatta di programmi e persone tale che sia capace di moltiplicare le forze più che di sommare i voti”.

“Tutto ci dice che possiamo mandare a casa un’amministrazione regionale senza respiro, incapace di lasciare un segno e dare una visione, nazionalmente anonima e localmente disatrosa; tutto ci dice che l’Abruzzo merita di più, che abbiamo le risorse per poter crescere rispettando ciò che siamo, che la grigia (ed a volte nera) gestione Marsilio può essere finalmente archiviata. Tutto ci dice che si può fare!”, conclude la nota del Circolo Sinistra Italiana L’Aquila.