L’AQUILA – “La Regione Abruzzo avrà un ruolo fondamentale, dovrà essere lo stimolo vero del governo perché cambi il passo rispetto alla gestione delle politiche economiche in Europa. Ci vorrà una lotta dura e radicale”.

Così Luca Ricciuti, candidato consigliere alle elezioni regionali abruzzesi del prossimo 25 maggio con Forza Italia, in appoggio a Gianni Chiodi candidato presidente, nel giorno, con bagno di folla, dell’inaugurazione del comitato elettorale aquilano di viale della Croce Rossa 237.

Presenti, tra gli altri, il vice presidente di Forza Italia, Guido Liris, e il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.

Del gruppo legato a De Matteis c’erano anche Emanuele Imprudente e Corrado Ruggeri, quest’ultimo furioso nei giorni scorsi per le polemiche interne al centrodestra aquilano tanto da spingerlo a minacciare un clamoroso appoggio dei fedeli di De Matteis a Luciano D’Alfonso, candidato presidente per il centrosinistra, oppure il non voto.

Scenario che sembra allontanarsi alla luce della presenza di questa sera del coordinatore regionale Udc e dei suoi all’evento di Ricciuti, che Gdm è pronto ad appoggiare pur appartenendo a un altro partito.

Ospite di Ricciuti anche l’europarlamentare uscente e ricandidato, Aldo Patriciello, e la responsabile dei club Forza Silvio abruzzesi, Sabrina Di Stefano.

“Crediamo che la coerenza paghi, ci riproponiamo ai cittadini con un programma chiaro di prosecuzione delle attività svolte fino a oggi – ha aggiunto Ricciuti – con la promessa di tornare al dialogo con i giovani, e qui nel comitato ce ne sono molti. Ma Forza Italia sta bene, è viva e vegeta, basta vedere quanta gente c’è oggi qui”.

“In Abruzzo servono grandi investimenti pubblici – ha proseguito il candidato di Forza Italia – non si può più pensare di andare a Roma per le mollichine che cadono dal tavolo, come nel caso del sindaco dell’Aquila, deve fare per la città terremotata da ricostruire”.

“Per L’Aquila, va ricordato, il meccanismo di erogazione dei fondi attraverso Cassa depositi e prestiti funzionava. A Bruxelles va detto chiaramente che per le calamità naturali il rapporto deficit/Pil al 3% non deve esistere”, ha concluso.