L’AQUILA – Tempo di toto candidati anche in Fratelli d’Italia, in vista delle elezioni regionali di primavera, con il suo presidente Marco Marsilio, in cerca di un bis. E lo sgomitare per strappare un posto in lista è già a livelli agonistici altissimi, in quanto il partito di Giorgia Meloni è dato dai sondaggi intorno al 30%, il che tradotto in seggi all’Emiciclo, significano ben dieci posti, in caso di conferma del centrodestra, che sarebbe un unicum da quando esiste la Regione Abruzzo. Frizioni che, in molti pronosticano, sono solo un assaggio di quello che potrà accadere nei prossimi mesi, con la provincia dell’Aquila che appare già la più conflittuale.
Tra le ipotesi di candidature, confidate da Abruzzoweb da fonti interne al partito, quella che fa più discutere è quella di Ersilia Lancia, moglie del segretario regionale Etel Sigismondi, eletto alle politiche del 25 settembre senatore. Lancia è assessore comunale al Turismo al comune dell’Aquila, dove è sindaco l’uomo forte del partito, non solo a livello regionale, Pierluigi Biondi, responsabile nazionale del dipartimento Enti locali di Fratelli d’Italia e coordinatore in provincia dell’Aquila.
Altro nome eclatante, nel collegio di Teramo, è poi quello dell’ex assessore regionale di Forza Italia Paolo Gatti, già mister preferenze, e che non è iscritto al partito, ma non avrebbe problema a farlo in caso di disco verde.
E Gatti rappresenta una eccezione, perché Fdi, presa d’assalto, si è chiusa a falange macedone, e da quanto emerge da fonti interne, i candidati su cui si punterà saranno rigorosamente esponenti di partito, dagli attuali rappresentanti all’emiciclo, che saranno tutti riconfermati, per arrivare ai sindaci, assessori e dirigenti locali, senza strapuntini riservati a civici e cosiddetti esponenti della società civile.
Del resto rispetto a quattro anni fa lo scenario è completamente cambiato: nel 2019 Fdi aveva portato a casa il 6,4% pari a 38.894 voti, eleggendo, oltre al presidente Marsilio, due consiglieri, l’aquilano Guido Liris e il pescarese Guerino Testa, ora entrambi al parlamento, con la Lega al 27,5%, pari a 165.008 voti, e ben 10 consiglieri eletti.
Alle ultime politiche del 25 settembre, con la premier Giorgia Meloni candidata ed eletta nel collegio L’Aquila e Teramo, Fdi di voti ne ha presi invece sei volte di più, 174.548, pari al 27,9%, facendo il vuoto dietro di sé rispetto a Forza Italia, che ha preso un comunque un buon 11,1% e alla Lega scesa all’8,1%.
E dunque in casa Fdi, confidando che questi numeri saranno più o meno confermati anche alle regionali, e sperando che non ci sarà una erosione del consenso dovuta magari alle difficoltà del governo nazionale, l’obiettivo non può essere che quello di portare all’emiciclo non meno di 10 consiglieri.
Venendo dunque ai nomi, in lista ci saranno innanzitutto gli uscenti: nel collegio aquilano, l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, medico chirurgo marsicano, operante nella sanità privata, e presidente della quinta commissione Sanità, entrato come “surrogato”, in qualità di primo dei non eletti in consiglio al posto di Liris andato in giunta, per poi sostituire sempre Liris, a seguito della sua elezione al Senato alle politiche del 25 settembre scorso.
Altro marsicano che punta alla riconferma è Massimo Verrecchia, ex parlamentare, dirigente regionale e capo di gabinetto dello staff del presidente Marsilio, entrato in consiglio come “surrogato” di Quaglieri divenuto assessore, a gennaio scorso, assumendo anche il ruolo di capogruppo di Fdi.
C’è poi nel collegio di Teramo, Umberto D’Annuntiis, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale con delega ai Trasporti, e il consigliere regionale Marco Cipolletti, eletto nel 2019 con il Movimento 5 stelle, e passato con Fdi nel novembre 2022. Infine nel collegio di Pescara il consigliere regionale il sindacalista pennese Leonardo D’Addazio, presidente della quinta commissione Salute, entrato all’emiciclo a dicembre 2022 come surrogato di Guerino Testa, divenuto deputato.
Nome senz’altro pesante, nel teramano e non certo un outsider è poi l’ex assessore regionale di Forza Italia Paolo Gatti, che sarebbe pronto a iscriversi al partito se otterrà un posto in lista, con il beneplacito di Marsilio con cui ha un ottimo rapporto. In particolare Gatti e Marsilio si conoscono dal 2013, quando Gatti si candidò alle politiche con Fratelli d’Italia, non venendo eletto per un soffio. E il parlamentare Marsilio era ai tempi tesoriere e ai vertici del partito nel Lazio.
Non è passata inosservata la sua presenza il 19 agosto all’evento della campagna “Italia vincente”, organizzata da Fratelli d’Italia a Pescara, e al quotidiano Il Centro ha dichiarato: “Con Marsilio stiamo parlando, se giungeremo alla conclusione ci sarà una conferenza stampa. Con la politica nazionale di Fratelli d’Italia mi ritrovo in grandissima parte, lo stesso sulla politica regionale ma c’era un unico punto di perplessità, e cioè la collocazione a Piano d’Accio del nuovo ospedale di Teramo”-
Per Gatti è ancora cocente la sconfitta alle elezioni comunali di Teramo, dove ha appoggiato con la sua civica, Futuro in, il candidato del centrodestra Carlo Antonetti, battuto al primo turno dall’uscente primo cittadino di centrosinistra, Gianguido D’Alberto.
Figlio dello storico sindaco di Teramo, Antonio Gatti, e con la politica nel sangue, tornato in campo dopo un periodo sabbatico nel 2021, Gatti è ancora ricordato come “mister preferenze”, risultato il più votato in assoluto, in entrambe le elezioni regionali a cui ha partecipato, con 10.120 voti nel 2009, e 10.875 voti nel 2014. Suo momento d’oro l’assessorato al Sociale, con il presidente, teramano anche lui, Gianni Chiodi.
Di lui si vociferava anche la clamorosa ipotesi di candidarsi a presidente di Regione, virando al centro, con una proposta civica appoggiata da Azione di Carlo Calenda, e soprattutto con al fianco l’amico Giulio Cesare Sottanelli, coordinatore regionale e deputato. Poi però visto che Azione si sta schierando nel centrosinistra, e le avventure centriste e terzopoliste una dopo l’altra sembrano essere destinate al fallimento, molto meglio tornare alla ribalta con il partito che più di tutti offre garanzie di successo.
Veniamo dunque ad altri possibili, per non dire altamente probabili candidati.
A L’Aquila come detto tiene banco l’ipotesi Ersilia Lancia, avvocato ed amministratore stimato, ma con l’inconveniente, si afferma dentro il partito, di essere la la moglie di un politico, Sigismondi, che a settembre ha avuto il posto blindato al senato. E visto che nel collegio tanti sono gli appetiti, e si può sperare massimo in tre eletti, c’è chi vede l’ipotesi con il fumo negli occhi. Anzi c’è chi dentro Fdi ironizza che nello storico slogan della destra “Dio, Patria e Famiglia”, l’ultimo termine è stato preso forse troppo alla lettera da Sigismondi.
In caso di candidatura di Lancia, c’è già chi è pronto a montare su una fronda e a chiedere le dimissioni del segretario regionale.
Del resto a L’Aquila la rosa dei candidati è di prim’ordine: l’ex assessore comunale e avvocato Alessandro Piccinini, appena confermato presidente della Gran Sasso Acqua, la società pubblica del ciclo idrico integrato che gestisce 36 comuni della provincia. E l’ingegnere Andrea Di Biase, capogabinetto del sindaco Pierluigi Biondi, nominato nel 2021 presidente della società in house della Regione Abruzzo Engineering. Entrambi sembravano fuori dai giochi, poi nelle ultime settimane sono dati addirittura in pole position.
Altro nome pesante, in provincia è quello di Paolo Federico, sindaco di Navelli, presidente del Gruppo di Azione locale (Gal) Gran Sasso-Velino, commissario della Comunità montana Montagna di L’Aquila.
Tornando nella Marsica, in corsa è data Antonella Buffone, sindaco di Balsorano.
Nell’Alto Sangro si fa il nome dell’ex assessore comunale di Castel di Sangro Vincenzo Uzzeo, nella città dove è sindaco, oltre che presidente della Provincia un altro pezzo da novanta di Fdi, l’avvocato Angelo Caruso.
In valle Peligna potrebbero essere in lista Mariella Iommi vice presidente Arap, ex vice sindaco di Sulmona e candidata di punta anche alle regionali del 2019.
Potrebbe poi essere della partita Luisa Taglieri, figlia di Domenico Taglieri, presidente della Fondazione Carispaq. Luisa Taglieri si era candidata alle ultime comunali di Sulmona, con la lista Avanti Sulmona, in appoggio dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, che poi ha rovinosamente perso contro il candidato del centrosinistra Gianfranco Di Piero, ritirandosi addirittura dopo l’esito deludente del primo turno. Taglieri è stata vicesindaco di Sulmona, candidata già alle regionali 2014, dirigente nazionale e regionale di partito fino al 2022.
A Teramo oltre ai citati Gatti, D’Annuntiis e Cipolletti, in corsa ci sarà anche Marilena Rossi, coordinatrice provinciale di Teramo, che è stata candidata anche alle politiche del 25 settembre.
In provincia di Chieti certa la candidatura del coordinatore provinciale, Antonio Tavani, sindaco di Fara San Martino, già candidato anche lui alle politiche, e dell’ex sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, ed ancora di Carla Di Biase consigliere comunale di opposizione a Chieti, di Carla Zinni, vicesindaco di Casalbordino.
Infine potrebbe essere in lista Francesco Prospero, consigliere comunale di Vasto, figlio Antonio Prospero, componente del cda di Tua, ed ex consigliere regionale. Infine il commissario cittadino di Lanciano, nonchè assessore comunale Paolo Bomba.
Infine in provincia di Pescara, oltre a quella del citato Leonardo D’Addazio, certa è la candidatura di Stefano Cardelli, coordinatore provinciale ed assessore comunale a Pescara, ed è molto probabile che saranno in lista Valter Cozzi, consigliere comunale a Montesilvano e Alfredo Cremonese assessore grande eventi al comune di Pescara.






