L’AQUILA  – “Mi dimetto oggi pomeriggio, al massimo domani mattina, dalla mia carica di vertice al Gsa. Ho avuto dal presidente della Regione, Marco Marsilio, conferma di essere stato inserito nella lista dei candidati di Fratelli d’Italia”.

Lo ha rivelato ad Abruzzoweb Alessandro Piccinini, avvocato, ex assessore comunale dell’Aquila, e presidente, riconfermato, della Gran Sasso Acqua, la società pubblica del ciclo idrico integrato, ma ancora per poche ore, visto che oramai è certa la sua corsa alle regionali del 10 marzo per Fratelli d’Italia. Le sue dimissioni da presidente del Gsa sono dunque rese necessarie, non oltre i quattro mesi prima dalle elezioni, entro dunque il 10 novembre prossimo, per rimuovere la incompatibilità con la sua candidatura.

La corsa alla conquista di un seggio all’Emiciclo, è stata sostenuta in particolare dal sindaco Pierluigi Biondi, in competizione, sul territorio aquilano, con quella di Paolo Federico, sindaco di Navelli, presidente del Gruppo di Azione locale (Gal) Gran Sasso-Velino e commissario della Comunità montana Montagna di L’Aquila, che invece è sostenuto da Liris, che comunque è amico di vecchia data di Piccinini.

Venerdì si è tenuta all’Aquila la riunione dei vertici di Fdi, per decidere appunto le candidature delle quattro province, a seguito della quale non è però trapelato alcun nome, e il senatore e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, si è limitato a dire che “nei prossimi giorni le liste saranno portate all’attenzione della Direzione nazionale per la definitiva approvazione”.

Alla domanda, “ma sarà candidato anche Paolo Federico?”, Piccinini risponde: “Non lo so, non ho alcuna informazione in tal senso”.

E sottolinea invece: “la mia urgenza era quella di dimettermi da presidente del Gsa entro il 10 novembre, e dunque ho chiesto al presidente Marsilio di avere certezze in merito alla mia candidatura, visto i tempi molto stretti”.

Ora nel Gsa resteranno in carica gli altri due componenti Paola Di Iorio e Marika Aceto, fino all’approvazione del bilancio, che avverrà tra dicembre e gennaio, con la facoltà di cooptare anche il terzo componente.

Poi l’assemblea dei sindaci, con voto ponderato a L’Aquila del 46% delle quote, e con tutti altri comuni con 1,95%, potranno confermare il cda, compreso il terzo eventualmente cooptato, o azzerare tutto e nominare un nuovo vertice.

Sui dissidi interni a Fratelli d’Italia dell’Aquila, divenuta una vera e propria polveriera, commenta Piccinini: “è normale che ciò avvenga in un partito che ha percentuali così importanti. Le spinte e le frizioni sono inevitabili, ma al di là delle voci e di certe cronache fantasiose, il partito resterà compatto e determinato nel vincere le elezioni”.

Certo è che nel collegio aquilano la competizione dentro Fdi è agguerrita: in corsa nella Marsica sono date da tempo per certe le candidature di Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, e Massimo Verrecchia,  oltre all’ipotesi Federico, nello stesso territorio di Piccinini, e di Vincenzo Uzzeo, ex assessore comunale di Castel di Sangro, sostenuto dal presidente della Provincia Angelo Caruso. 

“Sono sereno – osserva Piccinini – dietro di me c’è un gruppo politico che ha lavorato tanto e bene sul territorio, poi certo, c’è consapevolezza che abbiamo candidati forti in Fdi, e sarà una dura competizione”.