L’AQUILA – “La mia è stata una candidatura decisa all’ultimo momento, mi sono esposta in prima persona con un partito che sento più mio e che ha dato spazio al cambio generazionale”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb Chiara Petrocco, aquilana, candidata consigliere regionale alle elezioni del 25 maggio prossimo con il Nuovo centrodestra, dopo il recente addio a Forza Italia, partito, per la Petrocco, “in cui non c’era spazio per il ricambio generazionale”, un riferimento alla scelta del partito di Silvio Berlusconi di puntare, in Abruzzo, ai più esperti Luca Ricciuti e Gianfranco Giuliante a sostegno del candidato presidente Gianni Chiodi.

Guido Liris – dice la Petrocco – era il candidato ideale, ritengo ancora che sia lui il volto nuovo della politica, ma non ci sono stati spazi, sono venute fuori anche vecchie diatribe. Continuo a credere che sia necessario un ricambio generazionale soprattutto all’Aquila, ma vedo che i motivi per cui sono uscita da Forza Italia continuano a tenere banco. Giuliante e Ricciuti sono persone che stimo ma non dovevano essere ricandidati solo perché uscenti, anche se hanno lavorato bene in Regione. Io contesto la scelta a priori di candidare gli uscenti”.

“Il nostro – prosegue – è un partito nuovo e fuori dalle logiche troppo consolidate e strutturate dei partiti. È un segnale di rinnovamento, siamo nuovi, siamo di centrodestra, c’è voglia di fare qualcosa di nuovo. Le elezioni sono un primo punto, dopo vedremo ciò che accadrà, credo che ci saranno tante sorprese sia per noi che per partiti già esistenti”.

Sull’alleanza con l’Unione di centro di Giorgio De Matteis, la Petrocco dice che si tratta di “un valore aggiunto perché non fatto in termini elettorali. Questo è un contenitore che prende tutte le anime che non si riconoscono nella sinistra”.

“Chiodi sta facendo una campagna elettorale con una partenza un po’ lenta – il giudizio della giovane candidata – siamo abituati diversamente, si fanno molte indagini prima delle elezioni, ma lui ha avuto dei problemi anche a livello mediatico da risolvere. Creo però che abbia ripreso quella voglia che era venuta un po’ meno. Quando si mette a nudo, sulla stampa, delle persone, fin quando non si arriva a provare ciò che hanno commesso, non si pensa al fatto che quelle persone hanno una storia, dei figli, una famiglia”.

Luciano D’Alfonso non ha assolutamente già vinto, tanto è vero che ha dato un forte segnale di debolezza nel voler cercare di prendere più voti possibile a destra, sinistra, centro, dimostra che non c’è un programma”, conclude.