PESCARA – “Avevo concluso il comizio venerdì promettendo due cose: la prima che stasera l’unica sarda che avrebbe festeggiato sarebbe stata mia moglie; la seconda che all’una li avremmo mandati tutti a dormire con 10 punti di vantaggio. Qualcuno ci ha sottovalutato e a mezzanotte ha raccontato di un testa a testa mai esistito. C’è chi ha provato a raccontare un altro Abruzzo, ma il popolo abruzzese ha scelto di conferirmi l’onore di governare per altri 5 anni”.
Sono le prime parole rilasciate dal presidente Marco Marsilio, di FdI, a poche ore dalla chiusura delle urne, prima di entrare con grande difficoltà nel comitato elettorale di Pescara dove è scoppiata la festa con tanto di nacchere, bolle di sapone, stappo della bottiglia di spumante spruzzato alle tante persone che lo hanno attorniato. Tanto entusiasmo fuori dal comitato, dove si è creata una ressa che ha coinvolto sostenitori e giornalisti in attesa delle sue dichiarazioni.
Tra le altre cose è stata annunciata una festa, intorno a Marsilio, marcato a vista dal portavoce Fabio Capolla, e la moglie Stefania Fois, tanti esponenti politici, tutti di FdI: tra gli altri, i senatori abruzzesi Guido Liris ed Etel Sigismondi, il deputato Guerino Testa, la vice coordinatrice provinciale Fdi dell’Aquila Benedetta Fasciani, il capogruppo al Consiglio comunale dell’Aquila Leonardo Scimia. A festeggiare anche il responsabile della comunicazione del presidente, Michele Russo, titolare dell’agenzia Mirus, e il suo collaboratore Giuseppe De Dominicis.
“Mai nei 30 anni precedenti era stato confermato un secondo mandato – ha aggiunto – È stata scritta una pagina di storia, è stato abbattuto un altro muro. È necessario completare l’ opera di rilancio, di ricostruzione e valorizzazione”.
“Esprimo il mio profondo ringraziamento al popolo abruzzese per l’immenso privilegio che mi concede. Questa è la missione della mia vita: restituire alla terra dei miei padri la forza e la dignità che merita. Ha vinto la verità contro la menzogna e la calunnia, sparse a piene mani. Hanno vinto i fatti e il principio di realtà contro le narrazioni fumose e le chiacchiere vuote. Il popolo abruzzese vuole guardare al futuro e ha dimostrato di non avere nostalgia per un triste passato”.
E infine: “Il campo largo non sarà il futuro dell’Abruzzo e non sarà neanche il futuro dell’Italia”.





