L’AQUILA – Le elezioni regionali del 10 marzo, ormai di rilevanza nazionale, non riguardano solo la sfida tra centrodestra e centrosinistra, tra due idee diverse di Abruzzo, su politiche sanitarie, sociali, culturali, su due classi dirigenti antagoniste, con una partita che si percepisce riaperta dopo il voto in Sardegna che ha visto prevalere per 1600 voti di scarto il centrosinistra allargato. Per questo da due settimane sono piombati in regione morre di big nazionali, con oltre trenta visite, tra segretari di partito, ministri, sottosegretari di stato, parlamentari di tutti gli schieramenti, con il clima che si è ulteriormente infiammato.

Dietro le quinte si consuma infatti anche una singolar tenzone all’interno dei partiti e tra le singole liste, in particolare tra i consiglieri e assessori uscenti, tutti ricandidati, e con gli ex che tentano di tornare all’Emiciclo. Con la certezza che sia che vinca in centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi con una inedita e storica riconferma, o il campo larghissimo del centrosinistra, del professor Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo, molte delle teste di serie vedranno sfarinare il miraggio del seggio, e dovranno dire addio, o arrivederci, oltre che alla ribalta della politica, anche ad un lauto stipendio di oltre 11-13mila euro al mese tutto compreso.

Questo perché, la matematica non è un’opinione, i posti a disposizione, 31, compreso il presidente, sono molti di meno rispetto ai pretendenti.

Lotte fratricide che spesso hanno una matrice antica, perché innescate già da mesi, fin da quando i vertici dei partiti hanno dovuto fare scelte dolorose, in tanti casi molto contestati e che hanno causato lacerazioni e malcontento della base.

Emblematico il caso di Fratelli d’Italia partito che viaggia con il vento in poppa contando di eleggere almeno due consiglieri per ciascun collegio, e che si appresta a sostituire, rispetto al 2019,  la Lega come partito di gran lunga più forte e azionista di maggioranza relativa della coalizione.

In un Abruzzo dove è stata eletto il premier, Giorgia Meloni, nel collegio  L’Aquila-Teramo, con roccaforte soprattutto L’Aquila dove la cavalcata del primo partito italiano è cominciata con la elezione del sindaco dell’aquila, Pierluigi Biondi, nel 2017 primo sindaco di Fdi in un capoluogo di regione, poi confermato al primo turno nel giugno 2022, e successivamente, nel 2019, con la elezione di  Marsilio come primo governatore meloniano di una regione.

Prima di passare in rassegna questi candidati per cui il 10 marzo sarà un Armageddon giova ricordare che, in base allo storico delle elezioni regionali, si calcola che un candidato può avere una chance di elezione  solo oltre la soglia dei 2.500 voti,  una ragionevole certezza di farcela sopra i 4.000 – 5.000 voti. Ma dipende ovviamente dai risultati delle liste, dei singoli collegi, quattro, per ciascuna provincia, e della vittoria o sconfitta della coalizione. Inoltre in base al risultato del 2019, con il 27,5%, la Lega, portò a casa 10 seggi, Forza Italia con il 9%, 3 seggi,  Fratelli d’Italia con  6,5% 2 seggi,  Azione Politica con 3,24% 1 seggio, Unione di Centro -Idea-Noi con l’Italia-Dc con il 2,89% un seggio. Nella coalizione del centrosinistra perdente, il Partito Democratico con 11,1%, ottenne 3 seggi, la lista Legnini Presidente, con 5,5% un seggio, Abruzzo in Comune con i 3,7% 1 seggio. Il Movimento 5 stelle, con il 20,2% prese sette consiglieri.

E veniamo dunque alle sfide campali, con protagonisti gli uscenti, e anche qualche noto “ritornante” o amministratore già navigato. Sottolineando che ovviamente ci sono tanti altri candidati qui di seguito non citati, che hanno altrettante chance di affermarsi come grandi rivelazioni delle regionali di domenica.

Nel collegio aquilano nel centrodestra se la battono fino all’ultimo voto nell’area marsicana, per Fratelli d’Italia l’assessore al Bilancio, Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, medico chirurgo marsicano, 4.244 voti nelle regionali del marzo 2019, e l’avezzanese Massimo Verrecchia, 2.431 voti nel 2019,  ex parlamentare, dirigente regionale e capo di gabinetto dello staff del presidente Marsilio. I due sembrano in grado di puntare ai primi posti.

Ma nel territorio aquilano, che non ha consiglieri di Fdi in regione, dopo che Guido Liris, è andato a fare il senatore, pronto ad insidiare con tutte le forze è Alessandro Piccinini, ex assessore comunale ed ex presidente Gran Sasso Acqua, come pure Tiziana Del Beato, consigliere comunale dell’Aquila, biologa e tecnico ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche.

Si sta giocando le sue carte, nell’area peligna Maria Assunta Rossi, presidente della Bcc dal 2015 al 2023 e prima donna a guidare una banca in Abruzzo. Sempre nell’area peligna l’ex assessore di Castel di Sangro Vincenzo Uzzeo gode del sostegno del presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, ma anche di ambienti romani di Fdi che contano. In Fdi, sullo sfondo la rivalità ora congelata tra Liris, capogruppo della commissione bilancio di palazzo Madama e relatore dell’ultima legge finanziaria e il sindaco Biondi, per la primazia nel partito.

Ma agguerrite sono anche le altre liste: a L’Aquila per la Lega c’è un pezzo da novanta come Emanuele Imprudente, vice presidente della Regione, con delega all’Agricoltura, terzo più votato in assoluto alle regionali del 2019 con 8.794 preferenze, in Forza Italia Roberto Santangelo, eletto nel 2019 con 2.645 voti in lista con Azione politica, come pure, Paolo Federico, sindaco di Navelli, andato via da Fdi, e bisognerà vedere quanti voti si porterà con sé dal partito di Giorgia Meloni. Noi moderati punta molto su Marianna Scoccia, consigliere regionale uscente eletta con l’Udc nel 2019 con 5.257 voti. E poi ancora nell’area marsicana c’è per Forza Italia, Simone Angelosante, eletto nel 2019 con la Lega con 3.872 voti, ex sindaco di Ovindoli, e Anna Maria Taccone,  dottore commercialista, dal 2019 al 2022 presidente dell’Aciam, la società consortile che gestisce il ciclo dei rifiuti nella Marsica, ed già candidata a sindaco ad Avezzano. Sempre ad Avezzano, corre Eliana Morgante, ex presidente dell’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari di L’Aquila, e all’Aquila Carla Mannetti, ex dirigente regionale ed ex assessore alla Mobilità al Comune dell’Aquila, ex Fratelli d’Italia e che ora nella Lega è coordinatrice dipartimento Trasporti, Infrastrutture e Lavori pubblici. Per la lista Marsilio presidente a L’Aquila si giocano le loro carte, Pierluigi Arduini, ex direttore di Confartigianato, e l’avvocato civilista Carolina Marchetti. In corsa per l’Udc-Dc l’ex assessore regionale Ezio Stati, per Noi Moderati, il consigliere comunale di Avezzano Alfredo Mascigrande.

A Chieti la sfida è al cardiopalma, tra i tanti big in campo: il capogruppo di Forza Italia, Mauro Febbo, decano dell’Emiciclo, 5.553 voti nel 2019 e per lo stesso partito, l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Cultura, Daniele D’Amario, 2.253 voti nel 2019. Il consigliere regionale Manuele Marcovecchio, anche lui con Fi, altro fuoriuscito dalla Lega, con cui ha preso 4.305 voti nel 2019, come pure Sara Marcozzi, passata ad Fi dopo essere stata due volte candidata presidente della Regione per il Movimento 5 stelle, 6.5oo voti nel 2019, ma quando appunto era pentastellata. E c’è poi assessore regionale all’Energia e Rifiuti Nicola Campitelli, eletto nel 2019 con la Lega, con ben 8.160 preferenze ora testa di serie dei meloniani, in un collegio dove forte è la concorrenza, e sarà una sfida nella sfida, con Sabrina Bocchino, consigliere regionale, segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, imprenditrice, che nel 2019 ha preso 3.777 voti, e in corsa, tra gli uscenti, c’è anche Fabrizio Montepara, presidente della prima Commissione Bilancio, 2.917 preferenze nel 2019, entrato in consiglio come surrogato dell’assessore Campitelli. Ma per Fratelli d’Italia c’è anche Tiziana Magnacca, ex sindaco ed ora presidente del consiglio comunale, e per la Lega un outsider è senz’altro l’imprenditore Donato Di Campli.

Simile scenario a Pescara, dove punta alla riconferma senz’altro per Forza Italia, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, 6.012 voti nel 2019, e dentro la coalizione la sfida è con il capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, 6.681 voti nel 2019 e consigliere comunale a Pescara, ma anche con Nicoletta Verì, assessore regionale alla sanità, uscita dalla Lega per candidarsi con la lista di Marsilio presidente, e che nel 2019 prese 4.934 voti.  Per Fratelli d’Italia parte in pole position Luca De Renzis, consigliere ex Lega, eletto nel 2019 con 4.398 voti. Nella Lega punta altro anche  Marcello Antonelli,  presidente del Consiglio di Pescara, e pure Daniela Sulpizio, commercialista e dirigente aziendale nel settore farmaceutica, sorella del vicesindaco di Pescara Adelchi Sulpizio.

A Teramo, per il blasone di mister preferenze, assicurano i bookmakers, è innanzitutto tra Pietro Quaresimale, ex sindaco di Campli, secondo più votato in assoluto nel 2019 con 8.838 preferenze, e per Fratelli d’Italia, Paolo Gatti, ex assessore regionale di Forza Italia, già mister preferenze alle regionali del 2009, con 10.120 voti , e del 2014, con 10.875 voti , leader della civica teramana Futuro in. Ma potrebbero sbagliarsi, visto che in corsa ci sono anche Umberto D’Annuntiis, di Fdi, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale con delega ai Trasporti, eletto nel 2019 con Forza Italia, e con 5.569 preferenze, l’ex leghista Emiliano Di Matteo, ex sindaco di Ancarano, che nel 2019 prese ben 8.477 preferenze e del primo dei non eletti di Fi nel 2019, con 4.418 voti. A Teramo punta ad essere eletta l’imprenditrice Francesca Persia, in lista per la Lega, in quota Azione, il movimento politico dell’imprenditore Gianluca Zelli. Noi moderati punta in particolare su Dodo Di Sabatino Martina, sostenuto dalla già candidata sindaco Maria Cristina Marroni.

Passiamo al centrosinistra, ed anche qui la partita, sia che si vinca, sia che si perda sarà molto dura. Veniamo alle sfide per gli uscenti, o i grandi ritornanti nel campo del centrosinistra, e partiamo dal Partito democratico.

Nel collegio dell’Aquila, nel Pd in campo per un terzo mandato il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, 4.547 voti alle ultime regionali del febbraio 2019, al fianco della sindacalista Cgil esponente del Pd, Rita Innocenzi, componente del coordinamento politico del Partito Democratico. Agguerrita è la componente marsicana, con il sindaco di Sante Marie ed ex assessore regionale, Lorenzo Berardinetti, il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale. Nelle file di Abruzzo insieme, punta con decisione alla riconferma Americo di Benedetto, 4.041 voti nel 2019 con la civica Legnini Presidente. Parte in pole per il Movimento 5 stelle l’avezzanese Giorgio Fedele, 2.875 voti nel 2019. Per Azione corre il consigliere comunale dell’Aquila Enrico Verini, Riformisti e civici puntano molto sull’avvocato di Raiano, Daniele Di Bartolo, figlio dell’assessore regionale Bruno Di Bartolo, per Abruzzo progressista e solidale, c’è la storica dirigente regionale Vanna Andreola, l’imprenditore agrituristico e segretario regionale di Demos, Alfonso D’Alfonso, la consigliera comunale Simona Giannangeli.

In provincia di Chieti saranno in corsa il capogruppo del Pd in consiglio regionale, ed ex assessore alla Sanità e Bilancio, Silvio Paolucci, che alle regionali del 2019 ha preso 6.349 voti. Paolucci è stato fino alla fine in corsa per essere lui il candidato presidente della Regione, ma per il primato dovrà ad esempio vedersela nel suo partito con ’assessore comunale alle pari opportunità di Chieti, Chiara Zappalorto, e il presidente del consiglio comunale, sempre a Chieti, Luigi Febo. M5s schiera in pole il capogruppo uscente in consiglio, Francesco Taglieri, 3.094 voti nel 2o19. Si gioca le sue carte, Anna Bosco, assessore comunale di Vasto e componente della segreteria regionale.

Passiamo in provincia di Pescara, qui a sfidarsi nel Pd sono senz’altro il consigliere regionale uscente Antonio Blasioli,  3.763 voti nel 2019, e Leila Kechoud, la vicesegretaria regionale, nel M5s punta alla riconferma Barbara Stella, 2.282 voti nel 2019. Da segnalare per Abruzzo insieme la corsa dell’ex sindaco di Pescara Marco Alessandrini, e l’ex assessore regionale Marinella Sclocco, e per Abruzzo progressista e solidale, l’ex assessore regionale Daniela Santroni.  Nel Pd c’è l’ex presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco,  sponsorizzato dall’ex presidente di Regione, e ora deputato Luciano D’Alfonso.

In provincia di Teramo infine, la sfida al vertice è quella interna al Pd tra Sandro Mariani, consigliere regionale di Abruzzo in Comune, due volte in consiglio, l’ultima volta eletto con 4.109 voti, Dino Pepe, 5.413 voti nel 2019. Per riformisti e civici punta a tornare in consiglio Luciano Monticelli, segretario provinciale di Italia viva, Abruzzo insieme  è quotato il  vicesindaco di Teramo, Giovanni Cavallari, in Azione  l’assessore al Comune di Teramo, Valdo di Bonaventura. Nel Pd c’è anche l’ora ex sindaco di Pineto, Robert Verrocchio, che ha rassegnato  le dimissioni da primo cittadino, proprio per correre alle regionali, il sindaco di Castelli, Rinaldo Seca. Il sindaco di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo, corre invece per Azione.