ROMA – “Domani andrò a L’Aquila per parlare di sanità e di scuola. Ma voglio dire agli abruzzesi: provate per una volta a ragionare sulle qualità di chi volete eleggere in Abruzzo perché lì la situazione è drammatica. Provate a non votare chi vi leva una ferrovia e ve la rimette a seconda del ciclo elettorale come ha fatto Meloni. Perché quella roba lì non è seria. Se voi andate a comparare il curriculum vitae di D’Amico, quello che ha fatto, con quello di Marsilio non c’è storia. E D’Amico non è un pericoloso maoista, è un liberale progressista”.

A dirlo, in un’intervista a Sky Tg24 è il leader di Azione Carlo Calenda. “Se noi cominciassimo a ragionare in questo modo le cose cambierebbero. Serve fare una scelta ponderata, non tifosa, equilibrata. Non è un televoto come il festival di Sanremo. Questa è politica, non è un gioco e può avere delle implicazioni pericolose”, prosegue Calenda.

“Le nostre sono state sempre posizioni ferme. Non abbiamo fatto il governo con il M5S e abbiamo sempre spiegato che il campo largo non esiste”, ha aggiunto Calenda, che sottolinea come su vari temi, a cominciare dall’Ucraina, le posizioni anche tra Pd e M5S siano diverse. “Dal palco del Pse si diceva una cosa sull’Ucraina, che era di sostegno, mentre dal M5S si diceva ‘basta aiuti a Kiev'”, osserva Calenda che parla di “rantolo di una seconda Repubblica che muore”.

E “questo scempio – dichiara – deve essere fermato. Chi vota Azione sa che si vuole bloccare questo scempio”. “In Sardegna – insiste – ha perso la destra perché c’era un sindaco considerato incapace e si usciva da un fallimentare governo della Regione”. “Perché in Abruzzo sosteniamo il candidato civico? Perché è bravo”, spiega Calenda che insiste: “Il campo largo non esiste, è solo un teatro”