L’AQUILA – “Ho una mia idea di partito che a volte non collima con quella degli altri, farei le cose in maniera diversa ma non tocca a me. Avrei aspettato per questa conferenza, avrei fatto qualcosa di più tecnico e programmatico. Ma non sono in rotta con nessuno, ho una mia autonomia di pensiero”.

La fuga in avanti del senatore Marco Marsilio, che alla convention di Fratelli d’Italia di domenica a Francavilla al Mare (Chieti) si è autoproclamato candidato governatore pur non essendo ancora arrivato l’atteso via libera dal tavolo nazionale del centrodestra, crea imbarazzi nello stesso partito della Meloni.

L’ex assessore regionale Giandonato Morra, che insieme al cardiochirurgo Massimiliano Foschi era nella rosa dei nomi per la candidatura alla presidenza della Regione alle elezioni del 10 febbraio insieme allo stesso Marsilio, è l’unico che risponde ad AbruzzoWeb, in casa Fratelli d’Italia, dove sia il telefono del senatore romano, sia quello del coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi, continuano a rimanere muti.

Ed è un fiume in piena Morra, anche lui come Marsilio e Foschi di fuori regione ma forse il più abruzzese dei tre nonostante lo spiccato accento pugliese che non ha mai cancellato dopo trent’anni trascorsi a Teramo: “Ho notoriamente un brutto carattere”, risponde alla domanda sul motivo per il quale ha disertato l’assemblea programmatica del suo partito, senza aggiungere molto.

L’ex assessore regionale non lo dice mai, ma forse non ha digerito l’esclusione dalla corsa a governatore, arrivata senza una plausibile motivazione.

C’è stato il veto della Lega, è vero, che con il deputato Giuseppe Bellachioma, coordinatore regionale, non le ha mai mandate a dire sin dalla candidatura di Morra a sindaco di Teramo e soprattutto dopo la sua sconfitta al ballottaggio, ma il niet all’avvocato ex An è arrivato direttamente dal tavolo nazionale, che riunito nella residenza di Berlusconi a Milano il 30 novembre scorso, ha dato un primo via libera a Marsilio.

Ma Morra il senatore romano lo difende anche: “Ha fatto bene a fare quelle dichiarazioni – dice a proposito dell’annuncio di dimissioni da Palazzo Madama – credo abbia dato un segnale importante, in questa querelle ha utilizzato un elemento utile e comunque importante”.

Ma su quali certezze può contare Marsilio, se ancora non c’è l’ufficialità e i leader abruzzesi di Forza Italia e Lega, il senatore Nazario Pagano e Bellachioma hanno subito parlato di fuga in avanti? “Credo che il tavolo nazionale sia molto più avanti del tavolo regionale – afferma Morra – credo abbiano raggiunto un accordo di massima, altrimenti non ci sarebbero state le dichiarazioni di Ignazio La Russa a margine dell’incontro milanese, quando c’è un tavolo che si riunisce così raramente è chiaro che ci si appella alle poche cose filtrate”.

“Il dibattito mi sembra sia su criteri di civiltà, credo debba dare un responso definitivo il tavolo nazionale”, aggiunge Morra. “In mancanza di una risposta i tempi diventano sempre più ristretti, ormai angusti”.

“La Meloni? Lei sta facendo di tutto per chiudere questa partitia perché è un politico responsabile – fa osservare Morra – Bisogna superare questa dicotomia tra un partito di governo e la presenza in una coalizione di centrodestra, che se è un valore deve trovare la sua capacità di sintesi”.