L’AQUILA – Si scatena la fronda anti-saltatori della quaglia nella coalizione del centrosinistra chiamata ad affrontare le prossime elezioni regionali del 25 maggio, a due settimane dall’ufficializzazione delle liste.
Pronta una raccolta firme tra consiglieri provinciali dell’Aquila e un documento di dissenso formale che verrà presentato al candidato presidente, Luciano D’Alfonso, ma che in caso di risposte insoddisfacenti arriverà anche al segretario nazionale del Partito democratico, il premier Matteo Renzi, e si trasformerà in boicottaggio del voto nell’ipotesi più estrema.
Interpellato da AbruzzoWeb, a portare per la prima volta alla luce il malcontento (che fin qui serpeggiava sottotraccia) per la presenza di numerosi ex del centrodestra nel “totocandidati” è Mauro Rai, consigliere provinciale nella lista “I democratici” che supportò Stefania Pezzopane nel 2010.
Originario di Canistro (L’Aquila), 67 anni, Rai non si esprime sui nomi di Daniela Stati e Angelo Di Paolo, ex assessore la prima e tuttora nella Giunta Chiodi il secondo, due tra i più accreditati al salto con il centrosinistra anche se ufficialmente le voci vengono smentite.
“Diciamo subito che è una battaglia di principio, non voglio fare nomi e cognomi perché non c’è niente di personale, alcuni sono anche amici e perfino parenti – sottolinea – Siamo per una politica, chiara, netta, ognuno deve stare nella sua coalizione, da un lato c’è chi governa, dall’altro chi sta all’opposizione: se vincono tutti non vince nessuno, rischierebbe di diventare una vittoria di Pirro quando tutti passeranno all’incasso”.
Interpellato sulla protesta, il consigliere non si sbilancia ma conferma che “siamo in fase conclusiva per prendere una posizione, ci sono fervore e malumore. Intendiamo rappresentare in maniera ferma e risoluta che non è un andazzo che ci piace – sbotta – Se non ci saranno risposte, intendiamo portare il dissenso all’attenzione dello stesso Renzi”.
“Non è questo il rinnovamento che predica il premier, se vengono candidati vecchi consiglieri e assessori – prosegue – Non parlo ovviamente di vecchiaia anagrafica, per dire per me Franco Marini sarebbe stato un buon presidente della Repubblica”.
Rai spero “che qualcuno mi telefoni, so che il segretario provinciale (Mauro Mazzetti, ndr) si sta muovendo, mi auguro che mi chiami e mi dica: è tutto a posto. Altrimenti sarà protesta, anche prima dell’ufficializzazione delle liste, se vediamo che si sonnecchia ancora – minaccia – La vittoria del centrosinistra è sicura così come siamo, perché dall’altra parte in questi anni non ci hanno dato prova di buongoverno. D’Alfonso è un signor candidato ma così rischierebbe perfino di non vincere!”.
E secondo l’esponente democratico, il malumore dei politici è suffragato dalle rivendicazioni degli elettori. “Ho ricevuto centinaia di telefonate, di visite, da parte di gente arrabbiata, che mi dice che non voterà oppure che voterà Beppe Grillo: non accettano questo trasformismo di marca antica italiana”, racconta.





