TERAMO – “Centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 stelle, hanno purtroppo già dimostrato come governano. Noi facciamo politica 365 giorni l’anno, loro aprono i comitati giusto un mese prima delle elezioni, poi spariscono e le tante promesse fatte ai cittadini non le realizzano, perché non era possibile farlo”.
A parlare è Stefano Flajani, candidato presidente della Regione Abruzzo per Casapound, alle elezioni del 10 febbraio prossimo.
Flajani, teramano di 47 anni, di professione fa l’avvocato, è stato titolare di un’azienda agricola, e fatturista in un ingrosso di ortofrutta, militante di Casapound, formazione politica di destra radicale, dal 2014.
Nell’intervista ad Abruzzoweb si dice ottimista per il risultato che pronostica ben superiore all’ 1,02 per cento, preso da Casapound in Abruzzo alle elezioni politiche del 4 marzo.
Stefano Flajani, quali sono i punti caratterizzanti della vostra proposta politica alle regionali abruzzesi?
Proponiamo innanzitutto un mutuo sociale regionale, per permettere l’acquisto della prima casa in primis alle giovani coppie. Un mutuo agevolato, garantito da un fondo della Regione, con una rata calcolata in base al reddito dei beneficiari Inoltre promettiamo una dura battaglia per impedire la chiusura dei piccoli presidi ospedalieri nel territorio, a cominciare dal punto nascita di Sulmona. E ancora un grande piano di opere pubbliche per risolvere il problema sempre più drammatico dell’erosione delle coste, con scogliere sul mare dotate di piccoli moli, ed anche ‘gabbionature’ lungo i corsi dei fiumi per evitare esondazioni, con piste ciclabili sopra. Servono poi investimenti finalmente adeguati per riparare e migliorare tutta la viabilità locale, altrimenti è inutile parlare di attrarre investimenti produttivi.
A proposito di infrastrutture, qual è la vostra posizione sui pedaggi, costosissimi, dell’autostrada A24 A 25 gestita da Strada dei parchi, società della holding dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto?
Noi siamo per la nazionalizzazione. La Regione deve farsi promotrice con assolta determinazione presso il governo di questa opzione davvero risolutiva. L’A24 e A25 sono infrastrutture strategiche per l’intero Paese, non possono essere lasciate in gestione ai privati.
Come giudica le politiche immigratorie del vice premier Matteo Salvini della Lega? Troppo moderato, dal vostro punti di vista?
Non è un discorso di essere moderati o estremisti: la Lega, sull’argomento ha preso molti punti del nostro programma elettorale delle politiche dei 4 marzo. Peccato però che poi non li sta realizzando. Non basta per noi chiudere i porti italiani, va impedito che partano barconi dai porti libici. Come ha fatto la Spagna con le sue enclavi nordafricane di Ceuta e Melilla. Con la Libia, vanno fatti accordi per azzerare le partenze, e realizzare hot spot dove vengano garantiti diritti umani. Poi vanno fatti accordi con i paesi dell’Africa da dove partono i flussi, per realizzare strade, ospedali, creare lì lo sviluppo, e lavoro per la manodopera che ora è qui in Italia, al 90 per cento senza averne diritto, non essendo composta da rifugiati.
In generale che giudizio dà del governo giallo-verde al governo del Paese?
Troppi proclami e pochi fatti, il voto abruzzese per Casapound, oltre che consentire di portare all’Emiciclo veri politici, potrebbe rappresentare un forte monito per il governo nazionale. Del resto centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 stelle, hanno già dimostrato in Abruzzo come governano . Noi facciamo politica 365 giorni l’anno, loro aprono i comitati giusto un mese prima delle elezioni, poi spariscono e le tante promesse fatte ai cittadini non le realizzano, perché non era possibile farlo”.
Dovesse diventare presidente della Regione, andrà a commemorare ed onorare le vittime delle tante stragi naziste e fasciste, che hanno insanguinato l’Abruzzo?
Io rispetto tutti i morti. Anche per questo motivo Casapound ogni 10 febbraio, organizza un corteo per ricordare le vittime delle Foibe.
Lei è un nostalgico del fascismo?
Io guardo al futuro, e non al passato, alle famiglie di oggi che non arrivano a fine mese. La guerra civile è finita da tempo.
Dalla parte opposta dello scenario politico, non si sono presentati alle elezioni regionali nè Rifondazione comunista, nè Potere al popolo…
La cosa mi lascia del tutto indifferente. Noi non abbiamo avuto problemi a raccogliere oltre sei mila firma, qualcosa significa.



