L’AQUILA – “Molto è stato fatto in questi cinque anni, ora la grande sfida sarà però quella di affermare l’Abruzzo come terra di passaggio della rete di comunicazione commerciale  internazionale che collegherà il Nord Europa con  i paesi dell’Est,  grazie al collegamento tra il porto di Civitavecchia  e quello di Ortona o Vasto, nel tratto che riguarda il nostro Paese”.

La visione strategica, da cui dipende il futuro benessere e centralità della regione, è illustrata, nell’intervista ad Abruzzoweb, da Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale uscente. Che si ricandida alle elezioni del 10 febbraio con il Partito democratico, a sostegno del candidato presidente della Regione Giovanni Legnini, ex sottosegretario all’Economia, e ed ex vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura.

Giuseppe Di Pagrazio, per cosa spera di essere ricordato positivamente, in questi cinque anni di presidenza del consiglio regionale?
 
Il ruolo da presidente del Consiglio  è diverso da quello di consigliere regionale, è più impegnativo e faticoso. Io ritengo che in questi anni con grande serenità e  lealtà mi sono prodigato a far si che non fossero abbandonati i territori più lontani e marginali, allorché si doveva stabilire misure di finanziamento. Sono poi orgoglioso della riconsegna del palazzo dell’Emiciclo, danneggiato dal terremoto del 2009, ora restaurato e reso a massima sicurezza sismica. Mi ero impegnato a centrare questo obiettivo nel giorno del mio insediamento. E’ stato anche importante abbattere la barriera che divideva il palazzo dalla citta. Ora al palazzo hanno libero accesso cittadini e associazioni, che possono fruire della nuova sala ipogea, e della biblioteca regionale. Nella sala Benedetto Croce ha trovato sede l’Università della terza età,  all’Emiciclo si riunisce l’assemblea degli insegnanti dell’istituto Domenico Cotugno dell’Aquila. Motivo di grande soddisfazione è anche la ristrutturazione del palazzo ex Gil, assegnato al Gran Sasso science Istituite, un eccellenza a livello internazionale

Quali risultati si sono invece ottenuti in termini di bilancio economico del Consiglio, che è parte del bilancio complessivo della Regione Abruzzo?

Il bilancio del Consiglio si è attestato in questi anni intorno ai 25 milioni di euro. Abbiamo risparmiato  ben 10 milioni di euro, grazie ad un attenta razionalizzazione della spesa, ed eliminazione degli sprechi. Questi soldi si sono trasformati così in bandi per il sociale, e sono andati a finanziare ad esempio la  legge per la ripresa delle piccole imprese  colpite dal sisma 2016 e 2017.

Argomento forte dei vostri avversari in campagna elettorale è che il centrosinistra in questi anni non ha fatto nulla, ed anzi ha fatto solo danno. Lei ovviamente non è d’accordo…

E’ palesemente falso, e a dirlo sono i numeri e fatti verificabili. Solo per fare qualche esempi, tra i tanti possibili: c’è stata una grande capacità di reperire importanti somme per far fronte al dissesto idrogeologico, e per la risistemazione delle rete viaria.  Abbiamo risanato i conti della sanità, facendola uscire dal commissariamento, riuscendo nello stesso tempo a mantenere  i livelli di assistenza, per qualità sesti in Italia.  Il grande piano di investimenti infrastrutturali del Masterplan per il Sud ha portato in Abruzzo 1,5 miliardi di euro, e la Regione non ha certo sprecato l’occasione, compiendo nei tempi necessari tutti i passaggi, e così ora molti progetti si sono trasformati in cantiere, altri lo diventeranno a breve. Chi verrà verrà dopo, potrà  tagliare tanti nastri. Ora però bisogna concentrarsi sul fronte occupazionale, e sul sostegno alle tante famiglie a reddito molto basso. Va bene che siamo in campagna elettorale, ma le cose positive, fatte nell’interesse di tutti gli abruzzesi andrebbero riconosciute senza negare l’evidenza.
L’invito è ai tanti strilloni che vanno in giro in campagna elettorale ad appropriarsi di risultati ottenuti da altri, a certi consiglieri  di cui in questi anni si sarebbe dovuta occupare la trasmissione  ”Chi l’ha visto”. Non faccio nomi, ma i cittadini sanno a chi mi riferisco.

Che giudizio dà dei vostri competitor Marco Marsilio e Sara Marcozzi?

Per governare l’Abruzzo va scelto chi è abruzzese, chi ha vissuto l’Abruzzo, chi lo conosce, chi ha mostrato competenza, chi non si sta ponendo come candidato di una parte, ma di tutti. E questa persona è Giovanni Legnini, portatore di un grande progetto, è un bene comune per tutti gli abruzzesi.

Quale sarà la grande sfida per chi governerà l’Abruzzo, nei prossimi anni?

Bisogna avere un’idea chiara su quale deve essere il ruolo dell’Abruzzo nel panorama della nazionale, e sopratutto  rispetto a quello che si sta muovendo  come proposta e programmazione nell’intera Europa.  
Soprattutto è in corso di definizione  una programmazione importantissima sulle grandi vie di comunicazioni su ferro, gomma e via mare. A cui abbiamo lavorato assiduamente in questi anni. L’Abruzzo in questo scenario può e deve rivestire un ruolo importantissimo, da cui dipende il suo futuro.

Provo a spiegarmi meglio:  a livello europeo è prevista la realizzazione di uns rete di comunicazione per gli scambi economici e commerciali che parte dalla Danimarca, attraversa la Spagna, e dal porto di Barcellona si dirige verso l’Italia via mare. Il punto cruciale è dunque il seguente: dove approderà questa autostrada del mare? In Italia può farlo al porto Genova, può farlo al porto di Napoli, e in questi due casi l’Abruzzo sarebbe tagliato fuori. Ma può farlo anche al porto di    Civitavecchia. Dobbiamo dunque assieme al Lazio continuare a lavorare per quest’ultima opzione, a tutti i livelli. Per  l’Abruzzo sarebbe una svolta, diventerebbe terra di passaggio per raggiungere da Civitavecchia il porto  Ortona, o di Vasto, da dove la via commerciale proseguirà  verso i Balcani. Una via di comunicazione dove passeranno tante merci, e dove questo accade c’è sviluppo, occupazione  e benessere. Non a caso abbiamo dislocato le Zes, le zone economiche speciali lungo questo asse. Questa dovrà essere la priorità della prossima legislatura.