PESCARA – “Io sono a disposizione del partito e mi sembra che non ci sia nessuna controindicazione. C’è stata solo una bagarre, la vicenda giudiziaria, che certamente ha potuto indebolirci per i tempi con cui è arrivata, ma la sostanza e i risultati contano pure”.
Lo afferma il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a margine di una conferenza stampa, a proposito della sua candidatura alle Regionali del prossimo 25 maggio.
Rispondendo a chi interpreta il silenzio romano come un segnale negativo, Chiodi afferma che “a Roma c’è una sola persona che conta per quanto riguarda il nostro partito ed è Silvio Berlusconi. C’è un lancio di agenzia di qualche mese fa”, ricorda il governatore.
Che si riferisce alla nota in cui, a dicembre, il presidente di Forza Italia affermava che il candidato per l’Abruzzo è il presidente uscente e si soffermava sulla sua gestione “accorta e lungimirante”, grazie a cui “l’Abruzzo è diventato una Regione forte”.
In ogni caso, secondo Chiodi è ancora presto per parlare di candidature e di campagna elettorale.
“Sarebbe molto grave – afferma – se cominciassi a occuparmi di campagna elettorale piuttosto che dei problemi dell’Abruzzo. Io sono il presidente dell’Abruzzo e degli abruzzesi e lo resto fino a quando ufficialmente non si aprirà la campagna. Devo lavorare solo nell’interesse dei cittadini”.
“Poi saranno gli abruzzesi a scegliere – aggiunge il presidente – Lo dico sempre, c’è una classe dirigente che ha vissuto momenti difficilissimi, ha risanato l’Abruzzo, liberato risorse per il futuro e reso la regione ricca e c’è una classe dirigente che quando ha governato ha saccheggiata la regione”.
“I personaggi saranno sempre gli stessi, quelli di allora e quelli di oggi”, conclude.






