PESCARA – “Rifletto, ho più tempo a disposizione, anche alla luce del fatto che c’è stato un segnale forte e bipartisan da parte del Consiglio regionale che ha approvato un documento a favore dello svolgimento delle elezioni nel prossimo mese di maggio in concomitanza con l’election day per le Europee”.
Così il presidente della Regione, Gianni Chiodi, sul dibattito, anche teso, tra le forze politiche per la formalizzazione della data del voto.
“Quello dell’aula è un segnale forte, che non mi aspettavo, e quindi la decisione non rientra tra le emergenze e le priorità. Infatti la legge prevede che la data venga fissata 120 giorni prima”.
Il governatore non ha voluto fare previsioni sulla scelta che compete alla sua persona, sentito il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e d’intesa con il presidente della Corte d’Appello del capoluogo, il magistrato Stefano Schirò.
Tuttavia, da quanto si apprende, una decisione potrebbe esserci prima della pausa per le ferie, probabilmente nei prossimi 10 giorni.
Al vaglio il procedimento da adottare dopo il parere dell’Avvocatura di Stato chiesto dal ministero dell’Interno che ha concesso il via libera alla proroga di 2 mesi rispetto al termine massimo per la fine della consiliatura, previsto a marzo, in nome del risparmio di risorse pubbliche in caso si votasse a maggio.
Quanto alle polemiche, Chiodi ha tagliato corto spiegando che “fanno parte del gioco”.
VENTURONI: “POLEMICHE AVVILENTI E SCONCERTANTI”
“Sulla data delle elezioni regionali alcuni esponenti della minoranza di centrosinistra e del Pd, da settimane, aizzano polemiche inutili, che sono avvilenti e sconcertanti”.
Risponde così, Lanfranco Venturoni, capogruppo del Popolo della libertà in Consigli regionale, alla “ripetitiva e stanca” polemica che singoli esponenti del Pd, in particolare, continuano a rilanciare sulla data delle prossime elezioni regionali.
“Avvilenti – prosegue – perché uomini politici e delle istituzioni dovrebbero mantenere un sereno equilibrio, valutare gli accadimenti per quello che sono e decidere per il bene della comunità e non gettarsi in polemiche astiose. Sconcertanti, invece, perché chi straparla dovrebbe sapere che non è certo colpa del centrodestra se le passate elezioni si sono svolte nel dicembre del 2008, ma c’era di mezzo una giunta, quella dell’ex presidente Del Turco, annientata dalle inchieste di Sanitopoli”.
Secondo Venturoni, “è incredibile come alcuni dirigenti del Pd si siano specializzati in discussioni inutili. Non potendo dire nulla sulle scelte e le realizzazioni concrete della giunta Chiodi – attacca – si affannano a parlare di cose che dovrebbero sapere ma purtroppo ignorano, o fanno finta di ignorare. Le ricordo a chi ha dimenticato come sono andati i fatti e non le opinioni”.
“Il primo fatto – spiega il capogruppo del Pdl all’Emiciclo- è che l’Election day non è un’invenzione del Pdl, né a livello nazionale né locale; il secondo fatto è che la modifica statutaria, finalizzata esclusivamente a non votare nel periodo natalizio e invernale, è stata condivisa e sostenuta, ripeto condivisa e sostenuta, con convinzione in aula da tutti i partiti; il terzo fatto è ancora più chiaro e drammatico e non è certo imputabile al centrodestra perché la data del 15 dicembre è dovuta all’arresto della ex giunta Del Turco e alle conseguenti necessarie elezioni anticipate”.
“Questi i fatti. Come sono andate le cose lo sanno tutti e rispetto a queste certezze, che mettono politicamente in un angolo chi nel centrosinistra vuole rappresentare una realtà diversa, posso solo umanamente comprendere lo stato d’animo di chi si è trovato improvvisamente disoccupato ed è ora allarmato per il rischio di perdere un’occasione per ritornare su qualche poltrona – insiste Venturoni – ma la politica non è un taxi sul quale si possa scendere e risalire a seconda delle proprie personali esigenze”.
“Così come non capisco l’incessante voglia di visibilità di chi si è trovato catapultato in incarichi parlamentari e prestigiosi, ma tanto lontani da un territorio che pur dovrebbe rappresentare. C’e’ chi si sveglia, di tanto in tanto, e si lancia in sciocche contrapposizioni – conclude – Libero di polemizzare, ma, almeno, abbia la serietà di ricordare come si è arrivati alla anomala ed eccezionale data del 15 dicembre, quali e quante forze politiche hanno modificato lo Statuto regionale, e infine, chi decide, e non la Regione, la data dell’election day”.




