PESCARA – Il nome del candidato presidente di regione per il ‘campo largo’ del centrosinistra potrebbe arrivare entro ferragosto, e un passo decisivo in questa direzione si potrà avere lunedì prossimo, nella riunione programmatica convocata a Pescara, e a cui prenderanno parte i rappresentanti del Partito democratico, del Movimento 5 stelle, di Azione e Italia viva, di Demos e di Sinistra Italiana, di Articolo 1, di +Europa e di Europa verde, e infine delle forze civiche pronte a fare fronte comune per strappare l’Abruzzo al centrodestra alle elezioni della primavera prossima.
Parola d’ordine è infatti quella di stringere i tempi, senza tergiversare e ragionare sui massimi sistemi, visto che dall’altra parte il presidente uscente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, è già da tempo in campagna elettorale permanente.
Lunedì si dovrebbe chiudere sul programma, e in base a questo sarà deciso il candidato migliore per interpretare la proposta politica.
Finirà a quel punto anche il totonomi, che impazza da settimane negli ambienti della politica, la meno esatta delle scienze, e di cui comunque Abruzzoweb ha dato notizia passo passo, in base alle indiscrezioni raccolte ritenute fondate, al di là poi della reale possibilità di inveramento.
Due personalità di peso, tirate in ballo, hanno già smentito seccamente: il 44enne senatore del Partito democratico Michele Fina, che ha appena passato il testimone di segretario regionale del partito a Daniele Marinelli, convinto sostenitore nel congresso del Pd della candidatura vincente di Elly Schlein a segretaria nazionale. E che ha dichiarato: “Ipotesi destituita di fondamento, sostanzialmente incompatibile anche con il delicato ruolo di tesoriere e legale rappresentante del Pd”.
Fuori dal totonomi anche il 69enne Gabriele Gravina, presidente della Federazione italiana gioco calcio (Figc), che ha detto quanto segue: “Non entrerò mai in politica, il mio mondo è lo sport, evitiamo strumentalizzazioni”.
E allora, ecco a seguire i nomi di peso che restano in campo, e su cui potrebbe cadere la scelta, sempre che non uscirà un candidato a sorpresa, tenuto fin ora abilmente coperto.
Sono il 63enne teramano Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo ed ex presidente della Tua, la società regionale del trasporto pubblico, il 46enne chietino Silvio Paolucci, capogruppo in consiglio regionale del Pd, ex assessore regionale alla Sanità e Bilancio, il 47enne aquilano Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Partito democratico, il 54enne aquilano Americo Di Benedetto, consigliere regionale di Legnini presidente, il 53enne vastese Gianluca Castaldi, coordinatore regionale del Movimento 5 stelle ed ex sottosegretario di Stato ai rapporti con il Parlamento nel secondo governo Conte.
E ancora il 57enne pescarese Enrico Marramiero, amministratore unico di Cantina Marramiero, e a capo delle società di costruzione Alma C.i.s ed Md. Il 31enne chietino Paolo De Cesare, vicesindaco di Chieti, anche lui imprenditore nel settore delle costruzioni, già presidente dei Giovani dell’Ance.
Infine c’è chi fa anche il nome del 62enne marsicano Rodolfo De Laurentiis, ex deputato ed ex consigliere di amministrazione della Rai, che si è già candidato nel 2008 presidente della Regione con Udc-Udeur ottenendo il 5,4%, e che sta lavorando a un ritorno in campo. Una ipotesi perorata da parte dell’ala moderata e che ritiene necessario incardinare al centro il campo largo.
Questi i presenti all’ultimo tavolo del programma della settimana scorsa, che si presume si rivedranno lunedì prossimo: Silvio Paolucci per il Pd, il consigliere regionale Francesco Taglieri per il M5S, Alfonso D’Alfonso per Demos, Tommaso Cotellessa per Articolo uno, Giancarlo Zappacosta per Italia viva, Americo di Benedetto per i civici, Daniele Licheri per Sinistra Italiana, l’ex consigliere regionale Maurizio Di Nicola e Marco Fanfani per +Europa, Lucrezio Paolini e Alessio Monaco ex consiglieri regionali, per Europa verde.
Mancava Azione che era presente invece al precedente tavolo politico nel qual non ci sono stati veti, e a rappresentare il partito di Carlo Calenda c’era il deputato Cesare Sottanelli, segretario regionale.






