AVEZZANO – “Sono orgoglioso delle tante cose buone e utili che siamo riusciti a fare in questi anni in Regione, a parlare sono i fatti. Piuttosto mi chiedo: Marsilio che c’azzecca con l’Abruzzo?”

Rivendica il suo operato all’Emiciclo, Lorenzo Berardinetti, consigliere regionale di Regione facile, presidente della terza commissione Agricoltura, e nell’ultimo scampolo di legislatura assessore ai Lavori pubblici. 

Il più volte sindaco di Sante Marie (L’Aquila) si ricandida ora con la lista “Abruzzo in comune” alle elezioni del 10 febbraio, a sostegno del candidato presidente Giovanni Legnini, nella circoscrizione della provincia dell’Aquila.
Evidenziando, nell’intervista ad Abruzzoweb, contro le “sparate da campagna elettorale”, le risorse spese a favore in particolare del comparto agricolo della sua Marsica e dei piccoli comuni le tante leggi che portano la sua firma. 

Non risparmiando ironia nei confronti del candidato presidente del centrodestra, il romano Marco Marsilio, senatore di Fratelli d’Italia. 

Lorenzo Berardinetti, per un amministratore uscente che si candida, prima di fare promesse ha il dovere di elencare le cose già fatte. Lei quali vuole menzionare? 

“In questi quattro anni e mezzo in Regione ho portato la mia esperienza ventennale da sindaco, attento ai problemi quotidiani delle persone e alle esigenze concrete dei territori. Sono orgoglioso delle tante cose belle e importanti fatte a favore di cittadini e comuni. Ricordo solo la legge sui Cammini, la legge sul Ristorante tipico d’Abruzzo, la legge sulle Sagre, che prima erano una jungla senza regole, la legge sulla banca della Terra. In sei mesi da assessore ho messo subito in cantiere il piano triennale dell’edilizia scolastica, e hanno già risposto 170 comuni, con 321 milioni di euro a disposizione per la messa in sicurezza sismica e la riqualificazione. Forte dell’esperienza vissuta in questi anni, ho deciso di candidarmi con Giovanni Legnini, perché ci sono ancora tante iniziative da portare a termine.

Lei si è occupato anche dei fondi del Masterplan per l’Abruzzo, stanziati dal governo di Matteo Renzi. Che bilancio tirare da questo punto di vista? 

Anche sui fondi del Masterplan la Regione ha fatto la sua parte. Forse però lo abbiamo comunicato male. Il problema riguarda semmai i comuni che hanno difficoltà a fare bandi e assegnare appalti, a causa di una normativa molto complessa. Personalmente mi sono impegnato a far destinare 15 milioni per la riqualificazione dei borghi, che non sono pochi, per l’irrigazione del Fucino abbiamo stanziato 50 milioni di euro, alla piana del Cavaliere abbiamo dato 2,5 milioni per realizzare pozzi, preziosi in caso di siccità particolarmente gravi”.

Centrodestra e Movimento 5 stelle dicono però che non avete fatto nulla o quasi, e quello che avete fatto, lo avete sbagliato…

L’amministratore indovina e sbaglia, è chi non fa nulla che non sbaglia mai. Per quanto riguarda i fondi del Masterplan i fatti si vedranno da qui ad un anno mezzo. Chi amministra, e non fa solo propaganda, sa che ci sono tempistiche non comprimibili: si programma, si progetta, si fanno le gare, e poi aprono i cantieri. E solo allora tutti potranno toccare con mano che non sono fondi sulla carta. Noi abbiamo fatto la nostra parte fino in fondo. 

La candidatura di Legnini vi ha galvanizzato? 

Legnini ha ricoperto ruoli importantissimi, tutti riconvoco il suo alto profilo istituzionale. E’ una persona competente, capace, trasparente innamorata del suo Abruzzo.

Cosa ne pensa invece di Marco Marsilio, candidato del centrodestra, e Sara Marcozzi, candidata del Movimento 5 stelle? 

In commissione ho avuto tre consiglieri del Movimento 5 stelle. Mi è molto mi è dispiaciuto che non hanno mai fatto proposte, dicevano solo “sì”, “no”, e “non mi piace”. Solo con uno di loro sono riuscito a fare la legge sulla Banca della terra. Per quanto riguarda Marsilio avrà forse fatto bene, ma nel suo Lazio. Non capisco perché il centrodestra non ha candidato un abruzzese, in consiglio regionale ci sono persone competenti e preparate, e anche sul territorio. Ora mi sembra di tornare a quando, tanti anni fa nella Marsica, ci imposero alle Politiche un candidato sardo, che io ovviamente non ho votato. Inutile nascondersi dietro un filo d’erba: Marsilio con l’Abruzzo non c’azzecca proprio.