CHIETI – “Gli amici della Lega legittimamente hanno chiesto agli alleati di non candidare alle regionali chi dei suoi ha cambiato casacca. Ma Forza Italia è padrona a casa sua, e ha già deciso che candiderà tutti i consiglieri uscenti, compresi gli ex leghisti”.

Toni cordiali e dorotei, ma contenuti perentori e senza appello, quelli espressi nell’intervista ad Abruzzoweb da Mauro Febbo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, commercialista chietino, ex assessore regionale, decano all’Emiciclo, con tre legislature all’attivo, e pronto a correre per un quarto mandato.

Febbo si dice convinto che Fi potrà ambire, forte dei sondaggi al 13%, ad eleggere 5 consiglieri, in caso di vittoria del centrodestra del ricandidato presidente Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia. E assicura che con la Lega non ci sono problemi, e lo dimostra l’azione di governo senza fibrillazioni e la compattezza della coalizione, anche se Fi non accoglierà il secco invito agli alleati, da parte del segretario regionale dei salviniani, Luigi D’Eramo di non mettere in lista assessori e consiglieri eletti con la Lega e che poi hanno tradito il Carroccio.

D’Eramo, in un incontro a Lanciano, al fianco di Marsilio, che ha fatto però le orecchie da mercante, si era riferito esplicitamente all’assessore regionale Nicola Campitelli, passato a Fdi, ma anche implicitamente ai ben cinque consiglieri che sono approdati a Forza Italia, dei 10 che la Lega aveva eletto nel 2019: gli ora “federati” con gli azzurri Simone Angelosante, Manuele Marcovecchio e Tony Di Gianvittorio (che poi si è dimesso dopo l’elezione a sindaco di Ancarano), Emiliano Di Matteo e Antonietta La Porta, che assieme agli ingressi di Sara Marcozzi da M5s, e del vicepresidente del Consiglio, Roberto Santangelo,  eletto con Azione politica, aggiunti agli eletti nel 2019, Febbo e il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, fanno ora di Forza Itala la prima forza all’Emiciclo, con ben otto componenti.

E dice senza mezzi termini Febbo: “tutti i consiglieri uscenti, compresi gli ex leghisti, più l’assessore Daniele D’Amario, saranno ricandidati alle elezioni regionali, e questo lo decidiamo noi e nessun altro, perché siamo padroni a casa nostra”.

Ma aggiunge, questo non compromette il rapporto con la Lega e la solidità della maggioranza e della coalizione pronta a correre alle regionali.

“Con la Lega una forte frizione si è avuta ai tempi delle elezioni comunali di Chieti e Avezzano, vicenda che ha portato anche alla mia uscita dalla giunta regionale. Ma è acqua passata, come succede in politica alla fine prevale il pragmatismo, e i problemi sono stati superati”, spiega Febbo.

Ricorda poi Febbo, “anche la Lega, alle elezioni regionali del 2019,  dove ha fatto l’exploit, ha candidato esponenti che provenivano da Forza Italia e Fratelli d’Italia, e senza questi cambi di casacca avrebbe anche avuto grossi problemi a completare le liste. E noi, mi risulta, non abbiamo avuto nulla da obiettare”.

Alla domanda, “ma possibile che la Lega non abbia il dente avvelenato con voi, che gli avete soffiato cinque consiglieri in Regione, per non parlare dei tanti loro amministratori locali che hanno cambiato casacca a vostro favore?”, Febbo risponde sicuro: “la faccio io una domanda, dove sono concretamente le frizioni di cui tanto si è parlato sulla stampa? I conflitti dentro le maggioranze, quelli veri, comportano che ad esempio che gli assessori di un partito non vadano in giunta, non votino le delibere, disertino le commissioni, paralizzando l’azione amministrativa. E questo nel centrodestra, di fatto, non è mai accaduto”.

E aggiunge a supporto della sua tesi: “dobbiamo ricordare invece cosa è accaduto nella maggioranza di centrosinistra nella passata legislatura, dove assessori e consiglieri in guerra con il presidente Luciano D’Alfonso, hanno bloccato la giunta e il consiglio, mandando sotto la maggioranza per cinque volte, tanto che in aula non si portava più nessun provvedimento. Quelli erano i veri conflitti, le vere crisi”.