L’AQUILA – Dopo la Sardegna, con la messa in discussione della ricandidatura del governatore uscente, il leghista Christian Solinas, è l’Abruzzo a svelare il clima teso in seno al centrodestra, che cerca la riconferma del presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, alle elezioni regionali di marzo.
Secondo quanto riportato dai quotidiani La Stampa e La Repubblica, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha riportato tutto a bocce ferme, azzerando i precedenti accordi che nelle cinque regioni richiamate al voto nel 2024: Piemonte, Sardegna, Umbria, Abruzzo e Molise, volevano i governatori uscenti ricandidati in blocco; ma in Sardegna ha trovato l’ostacolo di Fratelli d’Italia, che ha invece calato il suo jolly: il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, scombinando così tutte le carte e costringendo Salvini ad andare in pressing nella partita a cinque.
In Abruzzo – si legge – Marsilio si dice tranquillo e ha già tappezzato città e contrade con i suoi manifesti elettorali per una candidatura bis avanzata più di un anno fa dallo stesso governatore, senza che nessuno tra gli alleati mettesse becco.
Del resto – viene spiegato – è molto improbabile per tutti che Giorgia Meloni possa fare un passo indietro proprio su quello che è sempre stato un suo “pupillo”. Nel 2019 fu la leader di Fratelli d’Italia a spedire Marsilio nella campagna d’Abruzzo per la sfida delle regionali. Una persona di fiducia molto vicino alla premier, strappato dallo scranno di Montecitorio e dal ruolo di tesoriere nazionale del partito, al quale fu chiesto di misurarsi con l’ex vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra sorretto da una coalizione civica.
Marsilio ripagò con un risultato elettorale che consentì a Giorgia Meloni di mettere in bacheca un’altra medaglia: il primo presidente di Regione targato Fratelli d’Italia, al punto da convincere l’attuale presidente del Consiglio a scegliere proprio l’Abruzzo (il collegio dell’Aquila) per il suo ritorno in Parlamento. Non solo. Nella campagna elettorale delle ultime elezioni politiche, la premier indicò la Regione Abruzzo come un “modello” al quale ispirarsi anche per il buon governo della Nazione. Ecco perché un eventuale no dell’alleato al governatore uscente assumerebbe il peso di un affronto “personale”, oltre che politico.





