L’AQUILA – Martedì 17 febbraio, alle ore 18:30 all’Auditorium Ance, si terrà un incontro pubblico per spiegare le ragioni del NO al referendum costituzionale del 22 e.23 marzo 2026

Presenti il senatore del Pd Michele Fina, con l’avvocato Sergio Della Rocca del Comitato Giusto dire No, il giudice del lavoro Riccardo Ionta del Comitato Giusto dire No, con Andrea Padalino Morichini, già procuratore di Avezzano, del Comitato 15 per il No.

Ad aprire i lavori sarà l’avvocato Carlo Benedetti, responsabile Giustizia del PD della provincia dell’Aquila.

Le conclusioni saranno affidate a Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia PD nazionale. L’incontro sarà moderato da Alessandro Tettamanti“.

Spiegano nella nota gli organizzatori: “la sciagurata riforma della Giustizia firmata dal ministro Nordio e dalla presidente del Consiglio Meloni non serve alle italiane e agli italiani ma soltanto a chi governa per stare al di sopra della legge e della Costituzione. Approvare la riforma non significherebbe, infatti, migliorare l’efficienza del sistema della giustizia, rendere più veloci i processi, assumere finalmente l’organico che manca, non inciderebbe sulle condizioni di sovraffollamento delle carceri”.

E ancora, “approvare la riforma significherebbe avviare un processo pericolosissimo di torsione autoritaria: il governo vorrebbe avere la giustizia al suo servizio, limitando l’indipendenza e la terzietà dei magistrati per esercitare il potere senza che vi sia alcun controllo al suo operato Modificare la Costituzione, un delicatissimo sistema di pesi e contrappesi che, fino ad oggi, ha garantito il rispetto dei valori democratici con l’equilibrio tra i poteri, significherebbe aprire la strada ad una deriva totalitaria già anticipata dalla volontà dichiarata di una riforma in senso presidenziale del sistema di governo. Dire NO significa dunque, innanzitutto, difendere la Costituzione e farsi argine alla deriva autoritaria.