L’AQUILA – “Accettare una sconfitta non è segno di debolezza. È un momento per fermarsi, respirare, riflettere. Ci ricorda che chi governa è al servizio della comunità, e non il contrario. Il potere non appartiene a noi: appartiene a chi ci ha dato fiducia. E questa fiducia va rispettata sempre, con impegno, coerenza e cuore. La politica è servizio. Serve ascoltare, capire, stare accanto alle persone. Serve lavorare con passione e con la testa e il cuore sempre aperti. Il popolo ha vinto, e la sua vittoria è più grande di noi. È la sua scelta che guida chi governa”.
Sono alcuni dei passaggi contenuti nella nota a firma di Claudio Gregori, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia L’Aquila e sindaco di Barete, che, già nelle scorse settimane, aveva lanciato un appello alla politica e alla relativa gestione del potere, invitando ad agire con “coscienza, rispetto e onestà”. (Qui il link)
Oggi la nota arriva dopo le polemiche esplose a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI, sull’analisi del voto per il referendum sulla giustizia, che ha visto trionfare il No (Qui il link) e che hanno scatenato la replica delle opposizioni di centrosinistra che l’ha definita una “sconfitta della destra aquilana di Pierluigi Biondi”, con il confronto politico “degradato a insulto, con avversari definiti dal sindaco ‘relitti della storia’ e con giudizi offensivi rivolti ai tanti cittadini aquilani che hanno partecipato democraticamente al voto”. (Qui il link)
In questo contesto interviene Gregori di cui, di seguito, pubblichiamo la nota completa.
Un referendum, una riflessione
Il referendum ci ha ricordato una cosa semplice ma importante: in democrazia è il popolo che decide. È lui a parlare, ed è lui che ha sempre l’ultima parola. Il risultato non è quello che speravamo? Va bene così. Accettiamo la scelta, perché il popolo ha deciso, e questo va rispettato. Sempre.
Voglio dirlo chiaro: non ha vinto la politica, non ha vinto chi ha parlato più forte o chi pensava di avere ragione. Ha vinto il popolo. La sua voce, la sua scelta, è quella che conta davvero. E dobbiamo essere i primi a riconoscerlo, a dire “bravo”. Quando il popolo parla, ci insegna cosa significa responsabilità e democrazia.
Accettare una sconfitta non è segno di debolezza. È un momento per fermarsi, respirare, riflettere. Ci ricorda che chi governa è al servizio della comunità, e non il contrario. Il potere non appartiene a noi: appartiene a chi ci ha dato fiducia. E questa fiducia va rispettata sempre, con impegno, coerenza e cuore.
La politica è servizio. Serve ascoltare, capire, stare accanto alle persone. Serve lavorare con passione e con la testa e il cuore sempre aperti. Il popolo ha vinto, e la sua vittoria è più grande di noi. È la sua scelta che guida chi governa, ed è da essa che dobbiamo prendere forza per continuare a fare bene.
Oggi voglio dire grazie a chi ha partecipato, a chi ha scelto, a chi ha alzato la voce e fatto sentire la propria opinione. Anche se il risultato non è quello che speravamo, ci rafforza. Ci ricorda perché facciamo politica: per il popolo, con il popolo, grazie al popolo. E questo, più di ogni altra cosa, è ciò che conta davvero.





