L’AQUILA – “All’Aquila città il Sì perde col 48%, è la sconfitta della destra aquilana di Pierluigi Biondi, ma ancora una volta, il confronto politico viene degradato a insulto, con avversari definiti dal sindaco ‘relitti della storia’ e con giudizi offensivi rivolti ai tanti cittadini aquilani che hanno partecipato democraticamente al voto”.
Così, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, i consiglieri e gli esponenti delle forze di opposizione al Comune dell’Aquila, Stefano Albano, Paolo Romano, Stefano Palumbo, Stefania Pezzopane, Simona Giannangeli, Lorenzo Rotellini, Gianni Padovani ed Alessandro Tomassoni.
Tema della conferenza l’analisi del voto per il referendum sulla giustizia, che ha visto trionfare il No e, al centro delle polemiche sono finite subito le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI (Qui il link)
“Il sindaco Pierluigi Biondi mostra evidente amarezza per l’esito della consultazione referendaria cittadina. Un esito che, tuttavia, è anche il risultato di una scelta precisa: quella di esporsi direttamente, insieme al senatore Guido Liris, caratterizzando politicamente il voto fino agli ultimi momenti della campagna. Dalla città, un tempo considerata un fortino del centrodestra, è arrivata invece una risposta chiara. E quando il sindaco si trova in difficoltà, torna purtroppo a utilizzare toni sopra le righe e riferimenti impropri”, hanno detto in conferenza stampa.
Ancora una volta, prosegue il centrosinistra, “il confronto politico viene degradato a insulto, con avversari definiti ‘relitti della storia’ e con giudizi offensivi rivolti ai tanti cittadini aquilani che hanno partecipato democraticamente al voto. Parole che contrastano con il richiamo, oggi invocato dal sindaco, a una presunta ‘sobrietà’, difficilmente conciliabile con comportamenti e vicende ben note alla memoria pubblica cittadina, comprese alcune gravi occasioni in cui ha avuto atteggiamenti fisici inappropriati nei confronti di concittadini. Appare inoltre debole e contraddittorio il tentativo di ridimensionare il significato politico del referendum: se davvero fosse irrilevante, non si comprenderebbe tanta insistenza nel negarne il peso. Quando i cittadini si esprimono, chi governa ha il dovere di ascoltare e riflettere, non di liquidare o sminuire”.
L’opposizione ha dunque snocciolato i numeri: nel Comune dell’Aquila il Sì perde col 48% contro il 52 del No. Su 81 sezioni infatti, in ben 57 ha prevalso il No e solo in 24 il Sì. Il centrodestra passa dai 18.633 voti ottenuti alle elezioni regionali a 17.460 voti per il Sì.
“Si tratta di un segnale politico evidente: nel centro cittadino e nei quartieri urbani cresce un consenso sempre più critico, mentre nelle frazioni si riduce significativamente il divario rispetto al passato. Un dato che indica un progressivo avvicinamento tra le diverse aree del territorio nel segno di una crescente insoddisfazione verso l’operato dell’amministrazione”, questo il commento.
“L’Aquila non ha bisogno di essere insultata, né di essere trattata con paternalismo. Ha bisogno di una guida capace di riconoscere il valore della partecipazione democratica e di tradurlo in scelte amministrative concrete e condivise. A questa responsabilità, come consiglieri di opposizione, non ci sottrarremo. Sappiamo bene che sarebbe sbagliato sovrapporre automaticamente la vittoria del NO al campo del centrosinistra: quel risultato appartiene prima di tutto a cittadine e cittadini liberi, a realtà associative, a pezzi di società civile e al mondo sindacale. Proprio per questo, come centrosinistra, intendiamo con umiltà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane intercettare queste energie e, insieme a loro, costruire un’alternativa credibile alla destra che oggi governa la città”, hanno concluso.





