L’AQUILA – Dopo tre giorni di rinvii, polemiche, minacce di esposti e scontri procedurali, la commissione consiliare Bilancio ha approvato in serata all’unanimità dei presenti il quesito referendario finalizzato all’affermazione del sistema maggioritario voluto dalla Lega che aveva scelto l’Abruzzo come Regione apripista.

A votare il documento la maggioranza di centrodestra, mentre le opposizioni del M5S e del Centrosinistra hanno abbandonato l’aula.

Al termine dei lavori, il presidente Vincenzo D’Incecco si è dichiarato “estremamente soddisfatto per l’esito della votazione” e ha tenuto “a ringraziare tutti i dipendenti che hanno partecipato alla lunga ed estenuante discussione portata avanti dalle forze di opposizione”.

Ora il documento arriva in aula e sarà approvato senza problemi visto che le minoranze non faranno le barricate avendo ottenuto il successo politico che ha portato l’Abruzzo, che aveva ambizioni di regione capofila, ad approvare come sesta il quesito entro il 30 settembre. Per presentare il referendum servono cinque consigli regionali, prima dell’Abruzzo hanno detto sì Veneto, Lombardia, Sardegna e Friuli Venezia Giulia e Liguria.

A consentire il voto è stato il ritiro dei circa 2.300 emendamenti ostruzionistici presentati dalle opposizioni che hanno deposto le armi dopo che il quesito referendario è stato votato in altre cinque regioni italiane. La commissione ha approvato anche due risoluzioni, una di Forza Italia nella quale si propone un sistema maggioritario con una quota proporzionale, l’altra, di Fratelli d’Italia, basata sul presidenzialismo puro.

“Politicamente abbiamo ottenuto una grande vittoria visto che l’Abruzzo è arrivato sesto dopo aver sbandierato ai sette venti in particolare con il coordinatore regionale Bellachioma, che sarebbe stata la prima a licenziare la istanza referendaria, in questo senso  il centrodestra e la Lega hanno fallito l’obiettivo politico non rispettando gli abruzzesi visto che hanno distolto per tre giorni il Consiglio regionale a dispetto dei tanti problemi da risolvere”, hanno spiegato i consiglieri di opposizione.  

“Oggi, grazie all’intervento del MoVimento 5 Stelle – ha detto Sara Marcozzi -, vengono ristabilite le priorità del Consiglio regionale, che sono e sempre devono essere i cittadini abruzzesi. Il centrodestra, la Lega in particolare, ha fatto di tutto per utilizzare questa istituzione come un mero strumento a completa disposizione della propaganda di partito, anteponendo un quesito referendario, dichiarato inammissibile da molti costituzionalisti, alle esigenze della nostra terra”.

“Noi non lo abbiamo accettato adesso e mai lo accetteremo, perché per noi la frase ‘Prima gli abruzzesi’ non è solamente uno slogan propagandistico come lo è stato, alla luce dei fatti, per il centro destra. È la vera essenza del lavoro che siamo onorati di svolgere ogni giorno. Noi continueremo sempre a combattere per ristabilire le vere priorità per i cittadini. La Lega in Abruzzo doveva essere l’apripista di questo quesito referendario, ma grazie alla nostra intransigente opposizione si ritrova a essere l’ultima, e a questo punto inutile, ruota del carro. Anzi, l’ultima ruota del Carroccio”, ha concluso Marcozzi.

Presente in aula da stamani il coordinatore regionale della Lega, il deputato Giuseppe Bellachioma, in costante contatto con il leader Matteo Salvini e con Roberto Calderoli.

“Al di là del fatto che in cinque regioni si sia già votato, tuttavia arriviamo nello stesso giorno delle altre, quindi abbiamo dato il nostro contributo come prima regione della Lega del centrosud – ha spiegato Bellachioma – Non ci sentiamo sconfitti, siamo una squadra ed abbiamo portato a casa il risultato. Se non ci fosse l’azione illegittima della penstastella Sara Marcozzi avremmo chiuso il discorso molto prima”.

“Ringrazio i commissari ed i consiglieri regionali che si sono prodigati in questi giorni, siamo comunque contenti per aver dato una soddisfazione a Salvini che domenica verrà in Abruzzo per salutarci e per fare il punto della situazione”, ha concluso Bellachioma. 

Nel corso della seduta della Commissione Bilancio, a latere della discussione sul provvedimento della Lega riguardante il quesito referendario, è stata approvata dai consiglieri di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega una risoluzione presentata dal consigliere Daniele D’Amario (Forza Italia)  rivolta al presidente della Regione.

Secondo D’Amario “è necessario, nell’approvare l’iniziativa referendaria volta all’eliminazione della parte proporzionale, integrare il quesito referendario con una nuova normativa elettorale basata su collegi uninominali, una diversa quota proporzionale e un premio di maggioranza per le coalizioni con una legge costituzionale che introduca l’elezione diretta del presidente della Repubblica”.

“Il proposito è avanzare due proposte di legge di iniziativa regionale: una in materia elettorale che preveda il mantenimento di una quota significativa di proporzionalità fra i voti espressi e i seggi risultanti; l’altra di natura costituzionale per l’elezione diretta del Capo dello Stato”.

Il consigliere di Forza Italia ritiene necessario che la legge elettorale nazionale sia orientata a un principio maggioritario che favorisca il bipolarismo e la stabilità di governo nella legislatura e che scoraggi comportamenti trasformistici, garantendo massimo del pluralismo e della rappresentatività”.