L’AQUILA – Nessuna mazzetta, nè corruzione, nè truffa ai danni dell0 Stato dietro gli affidamenti per il puntellamento dei palazzi aquilani nel post-terremoto 2009. Si è conclusa con l’assoluzione di tutti e dieci gli imputati del processo Redde Rationem, nata da una clamorosa inchiesta salita alla ribalta nazionale nel 2015.

La sentenza emessa ieri dal collegio presieduto dai giudici del Tribunale dell’Aquila Alessandra Ilari, Monica Croci e Tommaso Pistone, hanno assolto tutti e dieci gli imputati, con la formula “perché il fatto non sussiste”, a cominciare dall’ex assessore e consigliere comunale  Pierluigi Tancredi. Escono con lui puliti dalla disavventura giudiziaria Mauro Pellegrini e Giancarlo Di Persio dell’impresa Dipe, l’imprenditrice Daniela Sibilla, il procacciatore d’affari Nicola Santoro. i progettisti Roberto Scimia, Roberto Arduini e Michele Giuliani, Concetta Toscanelli, moglie di Tancredi.

A renderlo noto i quotidiani Il Centro e Il Messaggero.

La vicenda ha avuto grande clamore perché l’inchiesta si è inserita nella partita di 500 milioni di euro della messa in sicurezza degli edifici inagibili  dati in affidamento diretto perché in emergenza da parte di tutti gli enti interessati e in particolare dal Comune dell’Aquila.

La richiesta di assoluzione è stata formulata dal pubblico ministero Guido Cocco. Il fatto che il grande accusatore Antonio Lupisella si sia poi fatto da parte dopo una serie di accuse, ha contribuito a smontare le contestazioni.

Tancredi, che nel 2015 finì agli arresti domiciliari, assistito dagli avvocati Antonio Milo e Roberto Madama, era accusato di aver preso o richiesto “mazzette” per agevolare alcune ditte nei lavori di puntellamento degli edifici del centro storico. In particolare aveva incassato denaro, 5mila euro, dalla ditta teramana Edilcostruzioni Maurizio e Andrea Polisini,  prosciolti in sede di indagini preliminari, e ne aveva chiesti 2mila euro alla DiPe.

E’ emerso però nel dibattimento che quelle somme erano il corrispettivo di una legittima attività di intermediazione per conto delle due aziende, nel caso di Edilcostruzioni regolarmente fatturate in un rapporto professionale di consulenza. Inoltre Tancredi non poteva da semplice consigliere comunale di opposizione, essere considerato un pubblico ufficiale, in “conflitto di interessi”. E’ emerso anche che la DiPe ed Edilcostruzioni sono entrate nella white list delle aziende meritevoli di ottenere l’affidamento diretto dei lavori di puntellamento per meriti propri, e non per l’interessamento di Tancredi. L’ex consigliere era stato nominato dall’ex sindaco Massimo Cialente, era stato nominato ex consigliere delegato del primo cittadino per i lavori di messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal terremoto, ruolo ricoperto per appena 48 ore, a seguito del dietro-front a causa delle feroci polemiche esplose in città.

Tancredi è stato assolto anche dall’accusa di estorsione nei confronti della ditta Polisini, per non aver raccontato agli investigatori le loro presunte condotte corruttive quando era stato ascoltato.

Il collegio difensivo dei dieci imputati è formato oltre che  da Antonio Milo e Roberto Madama, dagli avvocati Massimo Manieri, Riccardo Lopardi, Maurizio Dionisio, Massimo Carosi, e Ferdinando Paone.