TERAMO – È stato identificato il telefonista anonimo che il 20 aprile segnalò la presenza del corpo di Melania Rea nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo).

Secondo quanto riferisce il Messaggero, si tratterebbe di un teramano che si trovava nel luogo e che per caso avrebbe fatto la macabra scoperta.

Il suo lungo silenzio dopo la telefonata, nonostante i ripetuti appelli lanciati dalla madre della donna durante la trasmissione televisiva Chi l’ha visto? e dalla Procura di Teramo, che si sta occupando del caso, sarebbe derivato dalla paura di vedersi coinvolto, in qualche modo, nell’omicidio.

Si tratta di un altro tassello dell’intricata vicenda della morte della giovane mamma di Somma Vesuviana (Napoli) di cui è attualmente accusato il marito, Salvatore Parolisi.

Proprio nell’ambiente del caporalmaggiore, attualmente nel carcere di Castrogno, che ieri si è avvalso per la seconda volta della facoltà di non rispondere, si sono nuovamente concentrate le attenzioni degli investigatori, con due distinti sopralluoghi del pm di Teramo Davide Rosati, accompagnato dai militari del Ris dei Carabinieri: uno nella caserma del 235° Rav Piceno di Ascoli (con l’ausilio di cani anti droga), dove Parolisi lavorava come istruttore delle soldatesse, e uno presso la casa di Folignano dell’indagato.

I difensori di Parolisi, intanto, hanno predisposto un’istanza per la richiesta di revoca della misura cautelare a carico del loro assistito, che entro oggi o al massimo lunedì depositeranno al Tribunale del Riesame dell’Aquila.

Una richiesta analoga era già stata presentata al Riesame di Ancona, dopo la prima ordinanza di custodia a carico del caporalmaggiore, firmata dal gip di Ascoli Piceno Carlo Calvaresi ed eseguita il 19 luglio scorso, quando l’inchiesta era ancora incardinata ad Ascoli.

In un centinaio di pagine, spiega uno dei legali di Parolisi, l’avvocato Valter Biscotti, “ricostruiamo i motivi per i quali il nostro assistito, che è innocente, deve tornare in libertà”.

Parolisi ha ricevuto in carcere la notifica della nuova ordinanza di arresto per omicidio aggravato firmata dal Gip di Teramo Giovanni Cirillo il 2 agosto scorso.

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