TERAMO – Interrogatorio di garanzia lampo questa mattina per Salvatore Parolisi davanti al giudice per le indagini preliminari di Teramo, Giovanni Cirillo. Il caporalmaggiore, accusato dell’omicidio di sua moglie Melania Rea, ha scelto di non rispondere e attendere che si esprimano giudici del Riesame dell’Aquila ai quali verrà presentato il ricorso.

All’interogatorio, durato poco meno di mezz’ora, hanno assistito anche gli avvocati di Parolisi, Nicodemo Gentile e Valter Biscotti. Quest’ultimo, contattato da AbruzzoWeb poco prima di varcare il cancello della casa circondariale di Castrogno, dove Salvatore è attualmente rinchiuso, ha rilasciato solo poche battute: “adesso abbiamo l’interrogatorio, sto entrando in carcere, non posso annunciare né la tesi difensiva né se oggi presenteremo ricorso al Riesame, più tardi avrete novità…”.

Il Gip Cirillo e il sostituto procuratore Davide Rosati, che coordina le indagini sul delitto della mamma ventinovenne di Somma Vesuviana, hanno poi lasciato il carcere teramano di Castrogno dove si è tenuto l’interrogatorio.

Intanto, al mosaico dei presupposti su cui il giudice ha basato la misura cautelare della custodia in carcere del caporalmaggiore si aggiunge anche quello del pericolo di reiterazione del reato da parte di Parolisi.

“Non vi è dubbio – scrive Cirillo nell’ordinanza – che è in atto una situazione potenzialmente e concretamente pericolosa, dove taluno, anche tra i familiari e gli amici di Carmela Rea e proprio in relazione alla morte di costei, si dovesse porre in contrasto con l’indagato, così creando i presupposti per nuovi fatti di sangue”.

La procura di Teramo ravvisa il movente dell’omicidio nell'”impellente esigenza di risolvere l’insostenibile conflitto creatosi tra le due vite parallele (quella con Melania e Ludovica ndr) che avrebbe generato un corto circuito che lo avrebbe indotto a sopprimere fisicamente la propria consorte”.

Nell’ordinanza firmata dal gip si fa riferimento anche a un omicidio colposo che vederebbe indagato Parolisi in un tribunale del meridione. Di questa vicenda non si sa molto di più, ma potrebbe avere creato una certa tensione tra il caporalmaggiore e sua moglie Melania. (e.m.)

I LEGALI DI PAROLISI NON PARLANO

Gli avvocati di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno lasciato il carcere di Castrogno poco dopo le 13, dopo quasi due ore e mezza di colloquio con il caporalmaggiore accusato del delitto della moglie Melania Rea.

Non hanno voluto parlare con i giornalisti, esprimendo soltanto un “niente dichiarazioni”, accelerando bruscamente la marcia dell’autovettura all’uscita della casa circondariale teramana.

È presumibile che i due legali abbiano affrontato con Parolisi alcuni aspetti cruciali dell’ordinanza del gip Giovanni Cirillo, in previsione di un ricorso ai giudici del tribunale del riesame contro l’arresto, ricorso i cui termini potrebbero scadere il prossimo 12 agosto, qualora gli stessi avvocati non volessero avvalersi dei termini di sospensione feriale.

Intanto si è appreso che il pubblico ministero Davide Rosati, dopo l’udienza per l’interrogatorio di garanzia in cui Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere, si è recato a Folignano presso l’abitazione dove Melania viveva con il marito, per un sopralluogo.

Nel pomeriggio, negli uffici della procura, è previsto un incontro tra i pm del pool di inquirenti e il professor Adriano Tagliabracci, il medico legale consulente dell’accusa che ha eseguito le due autopsie sulla salma della mamma di Somma Vesuviana.

SOPRALLUOGO DEI PM IN CASERMA PAROLISI E IN CASA FOLIGNANO

È in corso un sopralluogo del pm di Teramo Davide Rosati nella caserma del 235^ Rav Piceno di Ascoli, dove Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito in carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea, lavorava come istruttore delle soldatesse.

A quanto trapela, l’attenzione del magistrato e dei carabinieri si incentrerebbe sull’armadietto di Parolisi. Successivamente Rosati e i militari dovrebbero spostarsi a Folignano, nell’abitazione dove Parolisi viveva con la moglie e la piccola Vittoria e dove si è già formata una folla di giornalisti e troupe televisive in attesa.