PESCARA – Dalla coppia Sandro Bondi–Manuela Repetti all’abruzzese Antonio Razzi.

Ma anche Patrizia Bisinella, compagna di Flavio Tosi, l’ex leghista Raffela Bellot e il fittiano Vincenzo D’Anna.

Sono una quindicina, secondo il quotidiano Libero, i nomi che entrerebbero in “Opposizione repubblicana”, il soccorso azzurro di Denis Verdini a Matteo Renzi, compresi ovviamente i senatori e i deputati fedeli al verdiniano Saverio Romano.

Ma c’è di più secondo i rumors politici. Come riporta Huffington Post, martedì sera al ristorante Laganà, a due passi da via della Scrofa, di fronte a Verdini c’era proprio Razzi, divenuto famoso per la sua concezione disinvolta della politica tanto quanto per l’imitazione in tv di Maurizio Crozza.

Quest’ultimo è già stato protagonista della prima operazione “responsabili”, il 14 maggio 2010, quando da deputato votò la fiducia al governo Berlusconi passando appunto nel nuovo gruppo Iniziativa responsabile dall’Italia dei valori, legata al centrosinistra, dov’era stato eletto nella circoscrizione Estero-Europa.

Nel 2013 Razzi è stato poi ricandidato nella circoscrizione Abruzzo, centrando l’elezione in Senato. (alb.or.)

LA SMENTITA: ”MAI ABBANDONERO’ BERLUSCONI”

Ma in una nota il senatore ha poi smentito ogni cosa.

“Premesso che andare a cena con l’on. Verdini non è affatto disdicevole, smentisco la notizia che mi ha voluto a cena con lui ieri sera”.

“Il giornalista – ha continuato in riferimento a Huffington Post – con questa fandonia inventata di sana pianta, evidentemente, ha voluto offendere in un colpo solo e chi sa con quali illazioni, sia l’on. Verdini, sia il sottoscritto altrimenti non avrebbe congegnato la bugia”.

A maggior ragione, secondo Razzi, “non ho discusso con Verdini di nessun abbandono del gruppo di Forza Italia né in un consesso di pranzo né tantomeno di cena. Sottolineo che mai abbandonerò Berlusconi e Forza Italia da lui presieduto – ha assicurato – Premesso anche che il sottoscritto non deve dare conto a nessuno ed è libero di andare a cena con chi gli pare e piace, si riserva di denunciare il comportamento offensivo, poco professionale e deontologicamente scorretto oltre che alle autorità competenti, anche all’ordine dei giornalisti del quale l’estensore della falsa notizia fa parte”.