TERAMO – “È stata la mezz’ora più terrificante della mia vita. Ho vissuto un incubo che pareva non finire mai con il timore che la rapina potesse finire in tragedia come purtroppo si legge spesso sui giornali”.
A parlare è Guido Di Stefano, imprenditore, uno dei componenti della famiglia proprietaria del noto Maglificio Gran Sasso, di Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo.
Vittima di una rapina in villa martedì sera, da parte di tre banditi armati di pistole, con un accento dell’est europeo, presumibilmente albanese, e che hanno in ostaggio otto persone. Mentre i proprietari si trovavano in giardino, gli uomini armati a volto coperto hanno fatto irruzione nella proprietà e hanno costretto tutti i presenti a rientrare all’interno.
Una volta dentro l’abitazione, chiuse porte e finestre, i membri della famiglia sono stati tenuti in ostaggio sotto la costante minaccia delle armi. I malviventi hanno costretto le vittime prese di mira a consegnare loro oro, contanti, preziosi e tuto quanto si trovava in cassaforte. I proprietari, tra cui anziani, non hanno potuto opporre resistenza in alcun modo.
Spiega l’imprenditore al Resto del Carlino: “Stavamo mangiando un gelato in giardino, a casa di mia sorella Roberta, in tutta serenità, godendoci un po’ di fresco dopo la giornata molto calda. Improvvisamente abbiamo visto delle figure che scavalcavano le siepi della recinzione e ci sono piombate praticamente addosso in un attimo: ci hanno circondati puntandoci le pistole addosso. Stentavo a credere a quello che vedevo”.
E ancora: “Naturalmente abbiamo accontentato tutte le loro richieste, perché l’unica mia preoccupazione era che nessuno in casa si facesse male. Per cui abbiamo collaborato consegnando tutto quello che di prezioso avevamo in casa. Ma questo non ha importanza. Quello che conta è che grazie a Dio stiamo tutti bene e la raccontiamo, anche se questa cosa non sarà facile da dimenticare, perché abbiamo passato momenti di autentico terrore”.






