L’AQUILA – Saranno oltre 100 gli animalisti aquilani che parteciperanno al Consiglio regionale di martedì 29 ottobre per la presentazione degli emendamenti alla proposta di legge, già approvata in commissione Tutela della salute, che regola il controllo del randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali d’affezione. 

I nodi da sciogliere sui quali gli animalisti locali hanno dibattuto in sede di audizione riguardano la regolamentazione dell’eutanasia su richiesta dei proprietari e dell’abbattimento dei cani inselvatichiti. 
 
“Abbiamo avuto un incontro con i rappresentanti delle associazioni animaliste che hanno esposto le loro osservazioni su alcune criticità della legge, già approvata in commissione. Lunedì ci sarà una riunione tecnica sugli emendamenti e martedì verrà presentata in consiglio con le modifiche”, spiega Nicoletta Verì, presidente della commissione Tutela della salute e firmataria della proposta insieme ai consiglieri Alessandra Petri, Federica Chiavaroli e Walter Caporale. 
 
La Verì si dice ottimista  e auspica una risoluzione positiva della vicenda: “Gli emendamenti verranno quasi sicuramente approvati, anche se prima se ne dovrà parlare nella riunione tecnica – prosegue – Da parte mia c’è pieno appoggio”. 
 
Gli animalisti chiedono a gran voce che la scelta dell’eutanasia possa avvenire solo per ordine dei medici veterinari, previa presentazione di tutte le documentazioni del caso, e non dei padroni, e che venga abolito l’articolo che prevede l’abbattimento dei cani inselvatichiti. 
 
“L’uccisione dei cani inselvatichiti, che può essere effettuata solo dalla Asl, crea un clima da far west e un pessimo esempio da seguire, per il quale chiunque può sentirsi autorizzato a sparare sugli animali che ritiene pericolosi e questo è inaccettabile”, afferma Cristiana Graziani, medico veterinario dell’associazione animalisti italiani della sezione dell’Aquila.
 
In riferimento, poi, all’articolo che concede ai proprietari la facoltà di poter decidere sulla vita o la morte dei propri animali con l’eutanasia, la Graziani conclude: “Stride totalmente con la legge quadro nazionale 281/91 che tutela il benessere e il diritto di queste bestie. L’eutanasia gestita in questo modo è un fatto grave e immorale, una scelta eticamente errata, perché gli animali potrebbero finire nelle mani di qualsiasi scellerato che, una volta stufo del proprio giocattolino, potrebbe decidere di disfarsene”.  Marianna Galeota