PESCARA – “Il nostro Paese cresce meno degli altri paesi e nel 1995 il Pil era sopra di 10 punti e oggi sotto di 10 punti. Quando la pandemia è arrivata il nostro pil era inferiore di 4 punti a quello del 2007. L’anno scorso abbiano perso 9 punti di pil. Ora l’obiettivo è quello di crescere del 5%. Recuperare quando perso lo scorso anno è fondamentale”.

Lo ha detto il ministro dell’economia Daniele Franco durante il convegno Quale città sul futuro delle città in corso di svolgimento a Pescara all’Aurum.

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E’ il percorso, ideato per ragionare sulla vocazione, le funzioni ed il destino della città ed è concepita anche come una risposta tempestiva alle esigenze che sono emerse in seguito alla pandemia.

L’iniziativa si svolge in coordinamento con le attività del Dipartimento di Architettura di Pescara dell’Università di Chieti Pescara, con l’Officina del Senatore Luciano D’Alfonso, nonché con il sostegno della rivista della Corte dei Conti e della realtà associativa WOO mezzometroquadro, con l’Alto Patrocinio del Senato della Repubblica e con il Patrocinio della Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome, della rivista Limes e della Fondazione Europa Prossima.

Partecipano sessanta autorevoli voci: tra ministri, sindaci, assessori, architetti, urbanisti, intellettuali, docenti universitari, teologi, giuristi e giornalisti che dialogheranno sui temi cruciali della città del futuro.

Ad aprire la sessione plenaria Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato della Repubblica, cui seguiranno, fra le innumerevoli partecipazioni, gli interventi di Daniele Franco Ministro dell’Economia e delle Finanze, Vittorio Colao, ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Guido Bertolaso, capo Dipartimento Emerito della Protezione Civile, Enzo Bianco, presidente del Consiglio Nazionale Anci, Luciano D’Alfonso, presidente della Commissione Finanza e Tesoro del Senato della Repubblica. E ancora il presidente della Regione, Marco Marsilio, il sindaco di Pescara, Carlo Masci, il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, l’assessore alla transizione Ecologica e Digitale della Regione Lazio, Roberta Lombardi, il sindaco di Atene; Kostabis Bakoyannis, il Sindaco di Tirana, Erion Veliaj, ed Elio Di Rupo, ministro Presidente della Vallonia, primo Ministro Emerito del Belgio.

“Tornare a crescere stabilmente è la vera sfida del Paese. Le ragioni della stagnazione sono tante ma di fatto non siamo riusciti a crescere come dovevamo – ha proseguito Franco – Il Pnrr è una opportunità per crescere e lo è per diversi profili: arriveranno 191 miliardi con 30 miliardi in più del Governo per arrivare a spendere 225 miliardi e raddoppiare gli investimenti delle amministrazioni pubbliche. Ci attende una sfida che chiede una collaborazione di tutti. Occorrono progetti con tempi predeterminati e dunque occorre accelerare. Il Pnrr si associa poi a riforme della PA. Tutto questo dipende dalla capacità di realizzare. Avere i fondi non può bastare. Fra pochi giorni arriveranno i primi 25 miliardi. Le città avranno 80 miliardi per Scuola asili nido e rigenerazione urbana ma non solo. Occorre capacità amministrativa sia a livello statale che locale. Le città sono anche destinatarie dei progetti che dovranno fornire servizi migliori per rendere le città più vivibili e digitalizzate e attente ai consumi. Alla rigenerazione urbana andranno vari miliardi. Ridurre degrado e potenziare e migliorare edilizia pubblica”.

Ha detto il ministro Colao, in collegamento streaming: “Il futuro delle città non è un tema nuovo ma con la pandemia si è arricchito di elementi importanti, inediti, e in qualche caso addirittura dirompenti” è un tema “strategico” e in modo trasversale si interseca anche con il digitale e l’innovazione!

“La crisi pandemica ci ha spinti a ripensare gli equilibri del passato che pensavamo solidi: quello a cui tutti pensiamo subito è l’equilibrio tra spazio privato e spazio di lavoro ma nel caso dell’Italia anche tra Nord e Sud del Paese, tra le grandi città e i piccoli conglomerati, quelli tra centri e periferie. Il digitale è rispetto a tutti questi equilibri trasversale. Gioca un ruolo cruciale all’interno del delicato su questo processo di riallineamento innescato dalla pandemia”.

“Se ci pensate, la transizione digitale è uno strumento per aiutare le città a rigenerarsi: Anzitutto, ovviamente sul piano sociale, perché offre a tutti pari condizioni di accesso alla rete ad alta velocità, e riducendo i divari tra fasce di residenti – ha aggiunto Colao; sul piano amministrativo, promuovendo servizi pubblici digitali più inclusivi, trasparenti ed efficienti – pensiamo ad esempio all’impatto che ha avuto su tutti noi poter ricevere il certificato digitale anti-Covid sul nostro telefono. Ho avuto tanti amici e persone che mi hanno manifestato entusiasmo perché per la prima volta lo Stato raggiunge e offre qualcosa ai cittadini in modo facile e immediato; infine, sul piano della vivibilità degli spazi urbani. Il digitale ci offre la possibilità di lavorare, di studiare da remoto, modificando i nostri spostamenti in modo tra l’altro più sostenibile e quindi il nostro rapporto con i quartieri”. “La città di domani – conclude – è il luogo di incontro di tanti futuri diversi: delle persone che la abiteranno, delle regole che si daranno, il futuro delle opportunità di benessere economico che sapranno creare, e anche delle istituzioni che ne avranno la guida. Io sono convinto che il digitale è una eccellente opportunità che abbiamo per garantire l’incontro, l’integrazione e l’arricchimento reciproco tra questi futuri, a beneficio di tutti”.

Nel suo intervento Casellati ha affermato che , “non vorrei che alcune soluzioni, come il telelavoro, che certamente potevano essere utili nell’emergenza, diventino una regola universale per l’organizzazione del lavoro e per la definizione degli stili di vita”.

“Questo cambierebbe irrimediabilmente il volto delle nostre città. Uffici chiusi, centri svuotati, pubblici esercizi senza più mercato, servizi, terziario e immobiliare con i relativi indotti in crisi irreversibile – ha proseguito il presidente del Senato – È davvero questa la città che vogliamo? Io penso che la risposta alla pandemia debba nascere anche dalle città. Dobbiamo restituire alla città una vera centralità demografica, sociale ed economica. Perché per chi vive la societas la città è tutto. È casa e vita di relazione. È lavoro, servizi, scuola, cultura, salute, amministrazione, politica e tutela dei diritti. È lo spazio e il tempo in cui si svolge la dinamica quotidiana della vita di ciascuno di noi”. “Città significa partecipazione e crescita. Crescita di idee, di idee innovative. E anche crescita economica. Perché la città è un moltiplicatore di PIL. E allora davvero serve riscoprire “quale città””, ha chiuso.

Per Marsilio, “Il tema sottoposto su Quale Città, è al centro dell’attenzione di molti. È un tema importante perché ripensare le città nel tempo della digitalizzazione, della svolta green è la sfida da vincere e che i Governi devono affrontare. Il Covid ha accelerato oggi questo bisogno. Nessuno di noi può dire fino a quando si tornerà indietro dopo quanto accaduto in questo anno e mezzo. Dobbiamo però anche per questo ripensare le nostre città partendo dai centri storici e alle periferie”.

“La città significa anche recupero delle periferie. Quindi identità, bellezza e diritti di cittadinanza significa anche ripensare le nostre belle città. L’ubriacatura ideologica del Dopoguerra ha fatto ripensare città lontane dai bisogni dei cittadini. E allora mi piace oggi parlare di un lavoro che stiamo facendo per la città di Pescara grazie anche alla collaborazione del sindaco Carlo Masci. Il recupero di una periferia storica come quella di Rancitelli e del Ferro di Cavallo che rappresenta un problema di ordine pubblico e di integrazione e che rispecchia i problemi di tante periferie cittadine. Nei prossimi mesi partiremo infatti con una sostituzione edilizia del quartiere di Rancitelli e del Ferro di Cavallo in modo da poter far sì che si realizzino in questa periferia integrazione, bellezza architettonica e diritti di cittadinanza per i residenti”, ha chiuso Marsilio.