SULMONA – Il Tribunale amministrativo regionale ha bocciato il ricorso del Comune di Sulmona (L’Aquila) contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale Santissima Annunziata, prevista nei piani della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila in primavera. Con la sentenza firmata dalla dottoressa Lucia Gizzi, il Tar ha confermato la linea avuta anche con gli altri Comuni che avevano presentato opposizioni simili, ovvero Atri (Teramo) e Ortona (Chieti).

In particolare per Sulmona, i giudici amministrativi si sono fermati al fatto che al reparto non possa essere concessa alcuna deroga dal momento che non riesce a stare nemmeno al pari del parametro minimo delle 500 nascite annue, dimezzato rispetto a quello a livello nazionale sulla base di condizioni orografiche particolari.

In più il Tar fa riferimento al fatto che il numero dei parti sia funzionale alla sicurezza del reparto stesso nei confronti della salute delle mamme e dei nascituri, non entrando nelle questioni legate al potenziamento della rete dei trasporti e delle distanze con l’ospedale.

Il Comune di Sulmona nel ricorso aveva messo in evidenza l’eccesso di potere del commissario ad acta sotto diversi aspetti. Anzitutto il commissario non avrebbe tenuto conto degli indirizzi dell’accordo Stato-Regioni, per il limite minimo di 500 parti annui per quei territori che avessero determinate caratteristiche geografiche e territoriali.

Il criterio numerico infatti non è l’unico principio guida tassativo, quali la vastità del territorio e la sua natura montana. Anticipando quanto sostenuto dalla circolare del ministro Beatrice Lorenzin, di novembre, in cui si concedono criteri più elastici proprio per i punti nascita che insistono in aree disagiate.

Inoltre nel ricorso si era evidenziata l’incongruenza tra la finalità dichiarata, cioè la riorganizzazione del sistema sanitario e quella effettiva, il taglio acritico e indiscriminato della spesa sanitaria: la soppressione di quattro punti nascita non può certo migliorare le prestazioni sanitarie, tanto che l’unico obiettivo perseguito è la riduzione della spesa sanitaria. Peraltro i sistemi emergenziali Stan (servizio di trasporto materno assistito) e Sten (servizio di trasporto emergenza neonatale) non sono ancora operativi in Abruzzo.

RANALLI: PAOLUCCI HA GARANTITO CHE RESTA APERTO

“L’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci ha già annunciato che il punto nascita sarà mantenuto, in virtù degli standard di sicurezza riscontrati e delle caratteristiche orografiche del territorio che vi afferisce”.

Così il sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli.

“Spero che la Regione mantenga questo impegno, bisogna però avviare la procedura per le zone disagiate alla luce della circolare Lorenzin”. (m.sig.)