TERAMO – Annunciata e temuta, ma tenuta nascosta fino alla fine, è arrivata lunedi la firma del manager della Asl di Teramo Roberto Fagnano sul decreto che dispone la chiusura, entro novembre, del punto nascita di Atri, (Teramo). Atto che provoca oggi le veementi reazioni da parte dell’opposizione in Consiglio regionale, che proprio ieri pomeriggio, non sapendo dell’approvazione del provvedimento, avevano chiesto un più oculato esame degli standard e parametri, in sede di conferenza allargata dei capigruppo, al Comitato percorso nascita regionale (Cpnr).
Ottenendo per di più rassicurazioni, sia dal comitato che dall’assessore regionale Silvio Paolucci. Mentre fuori il palazzo protestavano contro le chiusure i cittadini e anministratori.
Forza Italia parla oggi di “colossale presa in giro”, annuncia una mobilitazione fuori l’Emiciclo per il 14 luglio e chiede le dimissioni di Paolucci.
Si dice “esterrefatto” il consigliere regionale Riccardo Mercante, a nome del gruppo del Movimento 5 stelle in Regione, ricordando che l’aula aveva approvato ad aprile una risoluzione contro le chiusure, con i voti anche della maggioranza.
Il timore, o meglio la certezza, è che a stretto giro, già nelle prossime ore, arriveranno le firme su analoghe decreti di chiusura degli altri tre punti nascita, di Ortona (Chieti), Penne (Pescara) e Sulmona (L’Aquila), considerati dal commissario ad acta per la sanità e presidente della Regione Luciano D’Alfonso, in base ai parametri imposti dalla legge nazionale, sotto gli standard, non sicuri e da sopprimere.
In conferenza stampa convocata questa mattina d’urgenza, i consiglieri regionali di Forza Italia Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo ed Emilio Iampieri, sventolano la delibera della Asl di Teramo, e Sospiri ricorda furente che “la notizia della firma della delibera è arrivata subito dopo la lunga riunione dei capigruppo di ieri in cui abbiamo ascoltato il Cpnr, composta da tecnici, arrivando alla determinazione di chiedere ai primari di quantificare i costi necessari a mettere in sicurezza i punti nascita a rischio chiusura, paragonandoli ai costi, sicuramente ben maggiori, che si renderebbero opportuni per potenziare quelli che restano aperti, alcuni dei quali mai ristrutturati dopo gli anni Settanta”.
“Mentre ieri discutevamo – sottolinea Febbo – la chiusura di Atri era stata già decretata ma nè a noi consiglieri nè al sindaco di Atri era stato detto alcunché al riguardo, anzi ci era stato assicurato che una decisione finale sarebbe stata assunta solo dopo una verifica attenta dei costi, dei dati e dei numeri, senza escludere una deroga per i punti nascita richiamati, due dei quali peraltro (Ortona e Atri) non solo hanno superato i 500 nati ma tutti e quattro, ferme restando le irrinunciabili motivazioni orografiche, sono altrettanto se non più sicuri degli altri punti nascita”.
aDa qui la decisione di organizzare per il 14 luglio “una mobilitazione popolare di sindaci, comitati e cittadini per dire no alla chiusura dei punti nascita di Atri, Ortona, Penne e Sulmona, strutture che possono essere messe in sicurezza con costi contenuti”.
Per Iampieri “dietro la chiusura dei punti nascita, c’e’ la volontà di fare cassa per realizzare il velleitario e del tutto inutile progetto di D’Alfonso del nuovo ospedale di Chieti-Pescara, monumento del velleitarismo di un’amministrazione regionale che calpesta con disinvoltura le reali esigenze dei territori. Per questo – ha concluso Iampieri – voglio rivolgere un appello ai consiglieri di maggioranza affinché prendano le distanze da una politica che vuole mortificare le popolazioni dell’Abruzzo interno, dichiarando l’eutanasia dei servizi essenziali”.
Anche M5s promette battaglia e mercante oggi ha parlato di “una vera e propria rappresentazione teatrale dal sapore quasi farsesco quella che si è tenuta ieri pomeriggio in Regione per discutere, ancora una volta, della chiusura dei punti nascita di Atri, Ortona, Penne e Sulmona”.
“La riunione organizzata con una delegazione del Cpnr – commenta Mercante – avrebbe dovuto essere diretta ad individuare una proposta alternativa alla chiusura dei quattro punti nascita abruzzesi decretata lo scorso 11 febbraio dal commissario D’Alfonso. Un ulteriore tentativo, da parte nostra, per bloccare lo sciagurato piano messo in atto dal Governo regionale che, con la scusa della riduzione della spesa pubblica, sta continuando a tagliare servizi essenziali ed a scaricare il peso di gestioni malsane esclusivamente sui cittadini e, soprattutto, sulle fasce piu’ deboli della popolazione”.
“Questa maggioranza – ha continuato Mercante – ci aveva già lasciato esterrefatti nei mesi scorsi quando, nonostante fosse chiara la volontà del Consiglio regionale, espressa con la risoluzione approvata nella seduta consiliare del nove aprile, aveva contraddetto tale volontà proseguendo lungo la scia tracciata dal decreto commissariale 10 del 2015”.
“Ma il vero colpo di scena, – incalza Mercante – che dimostra tutta l’abilità dell’assessore Paolucci nel gettare fumo negli occhi dei cittadini abruzzesi, è arrivato ieri pomeriggio. Mentre, infatti, stavamo assistendo a quello che veniva spacciato, da questo Governo regionale, come un tentativo per salvare in extremis i quattro punti nascita, mentre i sindaci dei territori interessati ed i rappresentanti dei vari comitati tentavano in tutti i modi di tutelare i loro ospedali, mentre i cittadini protestavano sulle strade fuori dai cancelli della Regione, faceva bella mostra di sé, sull’Albo pretorio della Asl di Teramo, la deliberazione n. 855 del 29 giugno con la quale il manager Fagnano ha disposto la chiusura definitiva del punto nascita di Atri. Una vera e propria beffa ordita dalla maggioranza a danno di tutti”.





