L’AQUILA – Anche Confagricoltura, dopo i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, Lorenzo Berardinetti e Mauro Febbo, e il presidente della Dmc Gran Sasso, L’Aquila e Terre Vestine, Alfonso D’Alfonso, chiede alla Regione l’annullamento della ripartizione dei fondi destinati ai Gal (gruppi di azione locale), nell’ambito del Piano di sviluppo rurale (Psr), che penalizza le aree interne.

“Le linee guida operative per l’avvio dell’attuazione della misura 19 del Psr pubblicate dal Dipartimento Politiche dello sviluppo rurale contengono numerosi elementi di criticità che lasciano seri dubbi interpretativi tali da determinare sicuri contenziosi che, come noto, nelle precedenti programmazioni, sono stati elementi di grande dispendio di tempo e risorse”, scrive il presidente di Confagricoltura Concezio Gasbarro.

La missiva è indirizzata al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, agli assessori all’Agricoltura, Dino Pepe, al Lavoro Andrea Gerosolimo, ai presidenti e vice presidenti di Prima e Terza Commissione, Maurizio Di Nicola e Pierpaolo Pietrucci e Lorenzo Berardinetti e Gianluca Ranieri, al presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio e all’Autorità di gestione Antonio Di Paolo.

Gasbarro ricorda come Confagricoltura “aveva segnalato, già in sede di consultazione per l’accordo di partenariato, tale incongruenza”.

“Leggendo le linee Guida della Misura 19 del Psr, emerge come la Regione Abruzzo intende finanziare anche le aree ricadenti nei Comuni della costa adriatica utilizzando i finanziamenti specifici destinati alle aree rurali e marginali – ha spiegato Febbo – Infatti non si riesce a capire per quale motivo, l’estensore delle Linee Guida, ha inserito per gli interventi della M19 la zonizzazione generale del Programma di Sviluppo rurale e non quei territori specifici riferimento territoriale le aree eleggibili all’attuazione del programma Leader”.

“Inoltre vengono inseriti anormalmente nella sua completezza l’intero territorio dei comuni di L’Aquila e Teramo. Considerato che i fondi destinati al sostegno allo sviluppo locale Leader – specifica Febbo – devono essere utilizzati per migliorare la qualità di vita nelle aree rurali e tentare di invertire il fenomeno dello spopolamento dei territori rurali e montani, appare abbastanza azzardata e incomprensibile la presenza di alcuni territori (specie i capoluoghi e Comuni costieri) e l’esclusione di altri nella zonizzazione presa a riferimento”.

“Inoltre la mancanza del parametro relativo alla superficie a fianco del parametro della popolazione (densità=abitanti per Kmq) determina addirittura un effetto contrario favorendo le aree più densamente popolate che presentano elementi di maggiore sviluppo. La densità dell’area aquilana risulta infatti di circa 60 abitanti per kmq mentre le altre province arrivano a superare i 200 abitanti per kmq”. (m.sig.)