CHIETI – “La candidatura di Mario Colantonio per il centrodestra alle elezioni suppletive del 15 e 16 novembre apre una questione che Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci dovrebbero chiarire agli abruzzesi e agli italiani: quale disegno politico si nasconde dietro la mancata discesa in campo di Futuro Nazionale, in una competizione che potrebbe assumere un significato ben più ampio di quello territoriale?”.
Lo dichiara il senatore del Pd Michele Fina, che aggiunge: “Siamo davanti a un passaggio elettorale che può rivelare le convenienze celate dalle diverse anime della destra: un’eventuale desistenza locale prodromica a una vera e propria intesa nazionale tra Vannacci e la coalizione che sostiene Meloni. Con buona pace della destra liberale, moderata ed europeista che, evidentemente, non esiste o non ha alcun peso”. “È legittimo chiedersi se l’Abruzzo venga considerato un terreno di sperimentazione. Se così fosse, i cittadini e gli elettori avrebbero diritto di sapere”.
“Chieti – prosegue – è la città del processo Matteotti, proprio qui risulta ancora più grave la scelta. Vannacci che ammicca alla X Mas, che ha negato il fenomeno del femminicidio, noto per le sue dichiarazioni sessiste, remigrazionista che offende lo Stato di diritto e dimostra di non avere idee per una politica economica di crescita e sviluppo. Complimenti a Meloni&Co”.
“Di fronte a questo scenario – conclude – il centrosinistra si presenta con una candidatura unitaria, quella di Luciano D’Amico, figura di comprovata esperienza istituzionale e accademica, per offrire un’alternativa fondata su una proposta politica riconoscibile e trasparente. Il futuro e la rappresentanza del territorio non possono ridursi a un gioco di posizionamenti tra leader nazionali, né a un test per misurare il peso delle diverse componenti della destra. Gli abruzzesi non sono comparse nelle strategie nazionali dei partiti della maggioranza e dei loro competitor. Oppure dovremmo dire dei loro alleati nascosti? Basta ambiguità. Meloni, Salvini e Vannacci chiariscano”.



