L’AQUILA – “In Consiglio regionale non si è ottenuto ciò che volevamo in modo completo, ma per noi è stata comunque una bellissima vittoria: siamo riusciti ad affermare quelle che erano e sono le legittime istanze dei sindaci del territorio, e il presidente Marsilio le ha accolte”.

Reduce da una dura battaglia che lo ha visto contrapporsi alla linea politica del presidente Marco Marsilio, di FdI, il capogruppo in consiglio regionale Massimo Verrecchia, nell’intervista ad AbruzzoWeb, tira le somme di quanto ottenuto all’esito della singolar tenzone sulla gestione regionale dei rifiuti. Con risultato una tregua armata dopo la prima storica resistenza di Verrecchia al diktat di Marsilio. Un muro in realtà eretto per contrastare lo strapotere del sindaco dell’Aquila Pierluigi  Biondi, di Fdi,  presidente regionale e vicepresidente nazionale dell’Anci, e soprattutto presidente dell’assemblea dell’Agir, l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani. Più che contraddire il suo presidente per il quale è stato sempre un fedele collaboratore, prima in regione come capo di gabinetto e poi in consiglio come capogruppo del partito di maggioranza.

Martedì è stato infatti approvato in consiglio l’emendamento di “compromesso” di Marsilio sulla vicenda che ha spaccato in due la maggioranza di centrodestra: l’introduzione o meno dei subambiti rispetto agli ambiti unici provinciali previsti dalla legge vigente del 2013.

L’emendamento stabilisce che l’Agir, l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani, dovrà approvare il Piano d’ambito (Pda) entro il 31 dicembre 2027 ed è “è fatta salva la possibilità di delimitare, nello stesso Pda, subambiti territoriali di dimensione sub-provinciale dove le condizioni territoriali, amministrative ed economiche lo consentano”.

Con questa exit strategy, trovata all’ultimo momento, è rimasto nel cassetto l’emendamento al centro del dissidio, promosso in primis da Verrecchia, insieme all’assessore regionale di FdI al Bilancio, Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, primo firmatario con lui della proposta, in altre occasioni suo strenuo avversario interno, e alla vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia, di Noi Moderati, data come transitata in Forza Italia. La proposta intendeva introdurre nella legge di settore del 2013 la parola “sub-provinciali”.

Con loro si erano schierati anche la maggior parte dei sindaci della Marsica e della Valle Peligna, di tutti gli schieramenti, a cominciare dal sindaco civico di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, e da quello di Sulmona, Luca Tirabassi, di FdI, gelosi dell’autonomia delle società di gestione Aciam, Segen e Cogesa.

A sostegno della proposta anche il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco, il capogruppo di Forza Italia Emiliano Di Matteo, il capogruppo di Marsilio Presidente Luciano Marinucci, l’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, il sottosegretario alla Giunta regionale di Forza Italia, con delega al Turismo, Daniele D’Amario, che vota in Consiglio, e il consigliere di FdI Leonardo D’Addazio.

Insomma, Verrecchia sottolinea la reintroduzione del fatidico termine “subambito”, cancellato a novembre 2025, con un emendamento alla stessa norma, ironia della sorte, a firma degli stessi Verrecchia e Scoccia, a cui ha fatto seguito un ripensamento.

La palla passa dunque all’Agir, la cui assemblea è presieduta come detto dal sindaco Biondi che potrebbe dimettersi anche prima del dicembre 2027, se sarà eletto in Parlamento.

Tiene dunque a sottolineare innanzitutto Verrecchia: “Noi abbiamo solamente riportato le istanze di un territorio, perché i sindaci non vanno lasciati soli, vanno ascoltati. Mi piace guardare negli occhi gli amministratori. Si è fatto portatore di queste istanze anche il mio amico Mario Quaglieri e insieme abbiamo deciso di presentare l’emendamento”.

Parla dunque di vittoria e di una buona sintesi politica, “grazie anche al lavoro che è stato svolto dal senatore e segretario regionale Etel Sigismondi, dal vice segretario regionale, il senatore Guido Liris, per l’interesse del partito. Ringrazio dunque il presidente Marsilio perché ha dato prova di equilibrio e pazienza, e con noi ce ne vuole tanta…”.

Certo, l’emendamento Verrecchia-Quaglieri-Scoccia voleva modificare direttamente la legge del 2013, aggiungendo la fatidica parola “subambito”, ancor prima della stesura del Piano d’ambito, per chiudere preventivamente la partita. Ma, osserva Verrecchia, “quando si fa una mediazione non è che uno può uscire vincitore e l’altro sconfitto, è ovvio che va trovato un equilibrio, un punto di caduta. Il dato significativo è aver reinserito i subambiti nella norma, anche se potranno entrare in azione dal 2028. E, aspetto decisivo, sarà la sensibilità dei sindaci e di chi guida l’assemblea dell’Agir a fare la scelta giusta”.

E ammonisce Verrecchia, a proposito di Biondi: “Il sindaco dell’Aquila deve sapere che nella sua provincia più della metà dei sindaci vogliono i subambiti, e lui è politicamente sensibile a questo aspetto. La partita si apre adesso e sono molto fiducioso”.

Al centro della disfida, la levata di scudi dei sindaci marsicani e peligni contro l’ipotesi che, con l’ambito unico provinciale, sarebbe stata l’Asm dell’Aquila a inglobare Aciam, Segen e Cogesa. In molti hanno fatto notare che l’Asm ha oltre 8 milioni di euro di debiti e che la Tari pro capite ammonta a 224 euro, mentre ad Avezzano l’importo medio è di 167 euro. Inoltre, nell’Aquilano la raccolta differenziata è al 40%, rispetto a una media provinciale del 67%.

“Tempo fa c’è stata una convocazione dell’Asm nei confronti del Cogesa, in una riunione nella quale al terzo punto dell’ordine del giorno c’era la trattazione della fusione per incorporazione. E lì sono cominciate le proteste e gli irrigidimenti da parte degli amministratori locali della Valle Peligna”.

Alla domanda: “Decide l’Agir, ovvero i sindaci di tutto l’Abruzzo. È sicuro che anche altrove, nelle altre province, la maggioranza dei sindaci sia favorevole ai subambiti, come nella Marsica e nella Valle Peligna?”, questa la risposta: “Ci sono situazioni diversificate, certo, ma c’è un dato da cui non si può prescindere: la provincia dell’Aquila copre il 49% del territorio regionale, con territori che hanno caratteristiche non uniformi, come la Marsica, l’Aquilano, la Valle Peligna e l’Alto Sangro. Abbiamo esigenze diverse rispetto a quelle che può avere la provincia di Pescara”.

Verrecchia intende dunque fare chiarezza sull’emendamento di novembre, con cui lui stesso, assieme a Scoccia, aveva cancellato i subambiti dalla norma del 2013.

“È vero, perché allora ritenevo giusto armonizzare la gestione a livello provinciale, non tenendo conto di quegli aspetti che ho ricordato poc’anzi, ovvero le esigenze dei singoli territori, che, ad esempio, con l’attuale gestione hanno tariffe più basse e un buon servizio, una raccolta differenziata molto più elevata rispetto a tanti altri”.

Infine, incassato il compromesso, Verrecchia getta acqua sul fuoco.

“Guardi, non c’è stato nessuno scontro, ma un confronto politico su una questione importante, sulla quale ci possono essere divergenze di vedute. Sono state riportate argomentazioni legate a sensibilità diverse, che sono state tranquillamente e pubblicamente esposte. E lo ripeto: io mi sono fatto portatore in consiglio regionale delle esigenze espresse dai sindaci del mio territorio, come è mio dovere fare”.

E ricorda anche: “Non ho nulla contro l’Asm. Nel 2023 sono stato il primo firmatario di una norma che ha destinato un milione di euro alla società dei rifiuti aquilana come contributo straordinario, dopo il grave incendio che aveva distrutto decine di mezzi”.