PESCARA –  “La chiave di lettura di questa competizione e senz’altro anche quella tra area montana della provincia di Chieti, che rappresento, e un centrodestra che ha inteso candidare un rappresentante dell’area metropolitana, sindaco di Montesilvano, città che con il processo di unificazione nella nuova Pescara renderà ancora più forte il contrasto con l’area interna. La nostra parte politica ha inteso dunque, attraverso la mia candidatura, esprimere simbolicamente la volontà di rafforzare tutti i territori della provincia”.

Così nell’intervista streaming ad Abruzzoweb, Alessandro D’Ascanio, sindaco di Roccamorice del Pd, candidato presidente della Provincia di Pescara alle elezioni di sabato 18 dicembre. Dovrà confrontarsi con Ottavio De Martinis, primo cittadino della Lega di Montesilvano, candidato del centrodestra.

A votare saranno solo i sindaci e i consiglieri comunali in carica, e il loro voto sarà “ponderato”, ovvero tanto più pesante, quanto è più popoloso il comune amministrato. E in tal senso parte avvantaggiato il candidato del centrodestra che può contare sull’appoggio dei comuni di Pescara e Montesilvano, i più grandi della provincia.

“Il meccanismo del voto ponderato non ci avvantaggia – ammette D’Ascanio -, e l’esito della competizione è determinato.  L’obiettivo è in ogni caso è quello di portare in consiglio una forte rappresentanza delle aree interne.  Con buona pace dell’offensiva populista volta ad eliminare un ente di prossimità e di aiuto ai territori, le Province  gestiscono la competenza sulla viabilità e sulle scuole secondarie che per i territori interni sono aspetti  assolutamente prioritari. E noi concepiamo la Provincia come una sorta di casa istituzionale dei territori, dove poter programmare e concertare insieme gli investimenti”.

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