CHIETI – Delegazioni di Bosnia, Croazia e Montenegro, sono state ospitate stamane nella sede della Provincia di Chieti per un incontro cui hanno partecipato anche rappresentanti di Confindustria, Camera di commercio di Chieti e dell’ente provinciale.
“Siamo insieme – ha detto il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio – per gettare le basi di un progetto di sviluppo che guarda ai Balcani, a nuovi mercati verso cui aprire la nostra economia, a nuove realtà socio economiche con cui ci si dovrà confrontare in vista della nascita della macro regione adriatico-ionica”.
Nelle intenzioni del presidente, la provincia di Chieti può e deve diventare la porta dei Balcani. Per far questo occorre potenziare i collegamenti portuali: “sul nostro territorio – spiega ancora Di Giuseppantonio – abbiamo due importanti porti, Ortona e Vasto, che devono diventare i punti di riferimento della rete economica e commerciale che vogliamo costruire”.
“Rete – approfondisce il presidente – significa collegamenti, traffico merci, ma anche traffico passeggeri, turismo da e per l’Italia e per la provincia di Chieti in particolare. Vorremmo questa provincia come interfaccia principale dei Balcani. Un’occasione da cogliere al volo, d’intesa con il mondo delle imprese e del commercio”.
In vista della nuova autostrada che si sta costruendo da Budapest a Ploce in Croazia, sulla costa adriatica, viene infatti spontaneo ipotizzare nuovi collegamenti marittimi tra i porti della provincia e quello della città croata, in modo da collegare l’asse viario del corridoio 5, quello che da Lione passa per Budapest e scenderà fino a Ploce e, attraverso la provincia teatina, si aprirà anche all’Italia, senza passare per Ancona e Brindisi, nei cui porti sono già attivi collegamenti marittimi.
Il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, ha parlato di una serie di progetti che riguardano proprio lo sviluppo della portualità tra Ortona e Ploce e tra Pescara e Bari. “Oggi i porti di Ortona e Vasto – ha detto Primavera – guardano con grande attenzione le opportunità dei mercati balcanici e la necessità di aumentare i collegamenti via mare verso l’altra sponda”.
“In passato – ricorda Primavera – c’era l’aliscafo per Vis. Ora si devono ripristinare i collegamenti marittimi tra i i porti abruzzesi e dell’area balcanica, perché questi porti sono il collegamento naturale con l’altra sponda, sia in termini di fondali sia per la vicinanza di Roma, e per sviluppare, dunque, il corridoio 8. Si tratta di una occasione per rendere maggiormente competitive le industrie del territorio e di quello balcanico, riducendo i costi di trasporto”.
Con queste premesse Confindustria ha proposto un tavolo operativo tecnico per lavorare su questa idea e creare nuovi collegamenti commerciali e industriali. (ar.ia.)






