PESCARA – Lunedì pomeriggio si terrà un ulteriore incontro, a Pescara, tra giunta provinciale, sindacati e capigruppo in Consiglio per analizzare la situazione dei 66 precari il cui contratto di lavoro scadrà il 27 settembre prossimo.
Lo ha annunciato il presidente della giunta, Guerino Testa, nel corso di un incontro promosso dall’Associazione “Articolo 3 liberi e uguali” proprio per parlare di precariato. Testa ha ricordato che si è tentato di individuare una soluzione per i precari ma sono arrivate notizie non confortanti sui tagli che l’ente potrebbe subire dal governo (2 milioni di euro il prossimo anno, 4 nel 2012).
A chi gli ha chiesto se ci sono i fondi per la stabilizzazione, Testa ha risposto che sono disponibili 1.400.000 euro, “ma bisogna fare delle attente valutazioni sull’uso di questi soldi per non avere problemi e non lasciarne a chi verrà dopo”.
Ha partecipanto all’incontro l’avvocato Valerio Speziale, legale rappresentante di molti dei 66 precari: “manca una volontà specifica di stabilizzazione, perchè – ha detto – la Provincia non solo sta esponendo il territorio a disservizi che si manifesteranno con la loro dismissione, ma si sta esponendo l’ente a rischi di risarcimento davvero considerevoli, che non possono essere sottovalutati. Ci troviamo di fronte a persone con diritti maturati che li faranno valere per ottenere ciò che è stato loro prospettato in più di un’occasione, la cui stabilizzazione costa quasi quanto costerà il futuro affidamento di quei servizi ad altro personale, sia esso di nuovo precario o esterno”.
Gabriele Silvetti, altro legale rappresentante dei precari, ha puntato sulla responsabilità patrimoniale non solo dell’ente, ma anche dei dirigenti pubblici in una mancata ma possibile stabilizzazione.
“Dalle ottime relazioni di oggi – ha concluso la presidente dell’associazione “Articolo 3, liberi e uguali”, Antonella Allegrino – è stato ribadito con forza che la stabilizzazione è una responsabilità collettiva a carico dell’ente pubblico, che nel dare un futuro a lavoratori precari genera un vantaggio etico e economico all’ente in questione”.
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