L’AQUILA – “Le diverse prese di posizione dei giorni scorsi riguardo il futuro prossimo e remoto del Gran sasso mi portano a promuovere un momento di confronto tra tutti gli attori protagonisti di una vicenda con poche luci e tante ombre.”
Sono queste le parole di Guido Quintino Liris, assessore provinciale alle Opere pubbliche e allo Sport, il quale aggiunge che “Faccio mio l’invito di sinergia tra Enti del consigliere comunale Faccia, ponendo a garanzia del tavolo di confronto la mia persona, non solo in qualità di amministratore provinciale, e dunque di un ente che ha, in merito, competenze turistiche, culturali, sportive e infrastrutturali, ma soprattutto come aquilano amante e fruitore di una montagna con le sue eccezionali peculiarità paesaggistiche e naturalistiche e con le sue numerose e dolenti potenzialità inespresse”.
”Condivido – prosegue l’assessore – i dubbi, le perplessità e le preoccupazioni che l’assessore regionale Giuliante ha paventato circa una deriva obbligata e pericolosa del Ctgs (Centro turistico Gran Sasso)”.
“Nel caso in cui, d’altro canto – continua ancora – siano stati presi dalla società e dall’amministrazione comunale le giuste contromisure, credo che un incontro promosso dalla Provincia, che veda la partecipazione di Comune, CTGS, Regione, Usi civici, Parco nazionale, con le loro parti politiche e tecniche, sia un’opportunità percorribile per fare chiarezza su aspetti controversi e possa, di contro, essere un momento di presa di impegni da parte dei soggetti in causa, ognuno per le proprie competenze”.
Serve quindi un confronto che porti a “tracciare un iter concordato nel merito e nella tempistica dei diversi step rivolti alla non più procrastinabile soluzione delle criticità della montagna degli Aquilani. Dovranno essere poste al centro della discussione le tematica delle strutture recettive, le risorse economiche e progettuali, reali e non, previste dal piano d’area e il completamento delle opere di revisione strutturali degli impianti di risalita”.
“Sedersi al tavolo – conclude – con l’impegno costruttivo e scevro da meri calcoli di opportunismo politico, rappresenterà il momento di differenziazione tra chi vuole bene a L’Aquila e si impegna per la sua ri-costruzione e per la valorizzazione delle gemme preziose che la contraddistinguono, e chi, invece, vuole porre il territorio quale strumento di fazione e di scontro”.
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