L’AQUILA – Rimpasto alla Provincia dell’Aquila: è la settimana decisiva, nonostante la confusione la faccia da padrona.
Il tutto mentre iniziano a spuntare fuori i primi nomi dei papabili.
Il presidente dell’ente, Antonio Del Corvo, si appresta a rimettere mano alla squadra di governo: un appuntamento originariamente previsto per la fine di aprile e più volte rimandato a causa dei conflitti interni alla maggioranza di centrodestra e agli appetiti dei tanti consiglieri che aspirano a una poltrona nell’esecutivo.
Ambizioni alimentate dallo stesso Del Corvo, che ha trattato su più tavoli e con diversi esponenti della sua compagine. Secondo i rumors interni all’aula, sarebbero almeno quattro le persone a cui è stato promesso uno scranno: il capogruppo del Popolo della libertà, Armando Floris, i colleghi di partito Pasqualino Di Cristofano e Gabriele Fulvimari e Felicia Mazzocchi (Forza Provincia).
Naturalmente gli interessati ci hanno fatto la bocca, al contrario gli assessori attuali hanno drizzato le orecchie e predisposto le contromisure. I numeri, d’altra parte, parlano chiaro: la Giunta è composta di sette persone, attualmente una sedia è vacante per le recenti dimissioni di Mauro Fattore (Per L’Aquila-Udeur), altre tre sono occupate da esponenti pidiellini (la vice presidente Antonella Di Nino, Guido Liris e Claudio Tonelli), mentre uno a testa ne hanno Unione di centro (Marianna Scoccia), Movimento per le autonomie (Giuseppe Tiberio) e La Destra (Luigi D’Eramo).
Considerato che Del Corvo va dicendo da tempo che almeno due posizioni saranno deciso direttamente da lui in autonomia e che altre tre-quattro le ha assicurate negli incontri “faccia a faccia” con i consiglieri, praticamente sarebbero rimasti uno-due scranni a disposizione dei partiti.
Per questo dentro al Pdl c’è stata una mezza ribellione e il partito si è riunito in fretta e in furia ad Avezzano per chiedere conto al presidente di scoprire le carte. Davanti ai maggiorenti locali Del Corvo ha giustificato la scelta del rimpasto come necessaria per riequilibrare in favore della Marsica l’assetto attuale, scompaginato dalla sostituzione dell’avezzanese Vincenzo Patrizi, prima nel Pdl e poi in Futuro e libertà, con l’aquilano D’Eramo.
Un cambio frutto di un accordo fatto a livello nazionale tra Pdl e Destra, nonostante gli storaciani non fossero rappresentati in Consiglio.
Però D’Eramo è uno dei due assessori che Del Corvo non intende toccare, insieme alla Di Nino: di qui i malumori. Alla numero due dell’amministrazione, infatti, viene rimproverato di non avere un grosso appeal con la maggioranza e di essersi fatta blindare il collegio di elezione, quello di Pratola Peligna, in cui raccolse un ampio consenso risultando prima in assoluto, grazie alla presenza di concorrenti “addomesticati”.
Tra coloro che maggiormente rischiano, in pole position c’è sicuramente Tiberio, con cui Del Corvo non ha un grosso feeling. L’assessore ha chiamato in suo soccorso il suo mentore, il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis: voci smentite dal diretto interessato parlano di una riunione infuocata a tre non risolutiva, con il presidente che sarebbe rimasto dell’idea di far fuori l’uomo di Gdm.
Un altro in bilico è Tonelli, e al suo posto potrebbe subentrare Floris in rappresentanza della corrente interna al Pdl vicina al vice coordinatore del partito, il deputato Fabrizio Di Stefano.
Dalle parti dell’Udeur, formazione di cui è rimasto solo il nome visto che Federico è ormai stabilmente nel Pdl, sono due i nomi di coloro che potrebbero raccogliere il testimone di Fattore: il dipendente della Provincia Gianfranco Di Benedetto, consigliere di Tornimparte, e il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini, Silvano Cappelli. Il tutto giustificato in un’ottica di attenzione al territorio e agli amministratori locali.
Dentro al Pdl sembra, invece, blindato Liris, soprattutto dopo il successo personale alle elezioni comunali dell’Aquila (unico eletto con circa 600 preferenze) e l’investitura data dai big del partito a “volto nuovo” su cui ripartire dopo la debacle delle amministrative.
A favore di Liris giocano due fattori: il gradimento dell’onorevole Filippo Piccone, coordinatore regionale pidiellino, e il sostegno di un discreto gruppo di consiglieri provinciali, pronti ad alzare le barricate in caso di revoca. Se dovesse essere promosso un “interno”, tra l’altro, rientrerebbe in Consiglio l’ex assessore Roberto Romanelli, di cui proprio Liris prese il posto nel primo dei quattro rimpasti già fatti da Del Corvo, vicino alla fazione anti-Liris, che così sarebbe accontentata.
Stesso discorso per la Scoccia, su cui sono irremovibili i due dell’Udc Andrea Gerosolimo ed Emilio Cipollone, ma non sono esclusi i colpi di scena.
Un clima, dunque, di profonda incertezza, che ha mandato in fibrillazione gli ambienti della Provincia e ogni mossa di Del Corvo viene seguita con sospetto. Non è passato inosservato, per esempio, il colloquio con il consigliere comunale aquilano di Fli Enrico Verini: il contenuto della conversazione, però, è rimasto top secret.
È certo, comunque, che Del Corvo stia lavorando al suo futuro politico, almeno così sono lette le evoluzioni degli ultimi due mesi. Non è un mistero che uno dei suoi obiettivi sia quello di tornare all’Emiciclo, dove fu eletto nel listino bloccato di Gianni Chiodi e rimase poco più di un anno prima di dimettersi in seguito alla vittoria in Provincia contro l’uscente del Partito democratico, l’attuale senatrice Stefania Pezzopane.
Ma se davvero fosse così la legge regionale sulle incompatibilità lo costringerebbe a dimettersi subito dopo l’estate e a mandare tutti a casa, decretetando lo fine anticipata della legislatura. Una cosa che ha fatto agitare ancora di più le varie anime dentro al Consiglio: “che senso ha creare tutto questo caos per i pochi mesi che restano?” si sono chiesti in parecchi.
La risposta, data da altri, è lineare: “Del Corvo si sta preparando una squadra di fedelissimi pronti a macinare voti per lui”.






